Titolo X Quadro previsionale

Art. 99 Previsioni quinquennali del Piano Operativo

1. La disciplina delle trasformazioni degli assetti edilizi, infrastrutturali ed edilizi del territorio ha valenza quinquennale. Essa comprende l'individuazione dei beni sottoposti a vincolo ai fini espropriativi e le opere pubbliche da realizzare su aree già nella disponibilità del Comune o di altre Pubbliche Amministrazioni.

2. Il dimensionamento delle previsioni quinquennali del Piano Operativo è stabilito con i seguenti criteri:

  • non vi concorrono gli interventi, ritenuti compatibili, che non comportano trasformazioni significative delle risorse, corrispondenti alle discipline d'intervento t1, t2, t3, t4, t5, t6 e t7, compresi gli ampliamenti nel patrimonio edilizio esistente consentiti dalle discipline di intervento t4, t5, t6 e t7, così come i cambi di destinazione d'uso;
  • vi concorrono gli interventi di nuova edificazione di completamento e saturazione oppure di espansione e le riqualificazioni insediative (tramite sostituzione edilizia o ristrutturazione urbanistica), per le quote di Superficie edificabile (o edificata) (SE) interessate da mutamento d'uso, da realizzarsi tramite piano attuativo o intervento diretto convenzionato, secondo la disciplina indicata al successivo Titolo XI.

Il dimensionamento comprende inoltre le quantità edificatorie corrispondenti alle aree che il PO identifica come PV (PV4.01, PV4.02 e PV5.01) ovvero i piani attuativi e gli interventi convenzionati in corso di attuazione, che possono comunque essere completati entro i relativi termini di efficacia. Una volta ultimati, gli edifici risultanti da tali progetti sono da considerare sottoposti alla disciplina di intervento di tipo t5, senza la possibilità di ampliamenti, frazionamenti e mutamento di destinazione d'uso.

3. Le previsioni quinquennali del Piano Operativo sono articolate per categorie funzionali secondo quanto previsto dalle tabelle di cui al comma 5 dell'art. 5 del D.P.G.R. n. 32/R/2017, distinguendo le previsioni interne al perimetro del territorio urbanizzato (aree urbane) da quelle esterne (territorio rurale).

Il dimensionamento della categoria funzionale residenziale comprende quello degli esercizi commerciali di vicinato, che potranno occupare fino al 10% della Superficie edificabile (SE) prevista; tale disposizione trova applicazione ai soli fini del dimensionamento, ferma restando comunque, ai fini del concreto insediamento, la compatibilità con le destinazioni d'uso ammesse.

Il dimensionamento della categoria funzionale industriale-artigianale comprende quello della categoria funzionale commerciale all'ingrosso e depositi, che può occupare fino al 50% della Superficie edificabile (SE) prevista; tale disposizione trova applicazione ai soli fini del dimensionamento, ferma restando comunque, ai fini del concreto insediamento, la compatibilità con le destinazioni d'uso ammesse.

Le quantità derivanti da riuso nei "Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana" comprendono anche gli interventi convenzionati correlati al recupero del patrimonio edilizio esistente.

4. Individuazione delle previsioni quinquennali per UTOE e per l'intero territorio comunale:

UTOE 1
Castelnuovo
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 1.428 0 0 800 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 2.200 0 0 2.200 0 0 450
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 0 0 0 0 0 0 350
direzionale e di servizio 0 0 0 170 0 0 0
totale 3.628 0 0 3.170 0 0 800
UTOE 2
Villa a Sesta
San Gusmè
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 250 0 0 0 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 0 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 30 0 0 0 1.850 550 0
direzionale e di servizio 0 0 0 0 0 0 0
totale 280 0 0 0 1.850 550 0
UTOE 3
Casetta
Colonna del Grillo
Stazione
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 140 0 0 0 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 4.510 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 60 0 0 0 0 0 0
direzionale e di servizio 150 0 0 0 0 0 300
totale 4.860 0 0 0 0 0 300
UTOE 4
Pianella
San Giovanni a Cerreto
Ponte a Bozzone
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 3.989 0 0 1.100 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 1.500 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 0 0 0 0 750 0 0
direzionale e di servizio 0 0 0 0 0 0 250
totale 5.489 0 0 1.100 750 0 250
UTOE 5
Quercegrossa
La Ripa
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 911 0 0 0 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 0 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 0 0 0 0 0 0 0
direzionale e di servizio 0 0 0 0 0 0 0
totale 911 0 0 0 0 0 0
UTOE 6
Vagliagli
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 0 0 0 0 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 0 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 0 0 0 0 1.690 1.160 1.650
direzionale e di servizio 0 0 0 0 0 0 0
totale 0 0 0 0 1.690 1.160 1.650
UTOE 7
Monteaperti
San Piero
Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 1.420 0 0 140 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 0 0 0 0 0 0 0
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 0 0 0 0 0 0 0
direzionale e di servizio 0 0 0 0 0 0 0
totale 1.420 0 0 140 0 0 0

2. Dimensionamento delle previsioni per l'intero territorio comunale:

territorio comunale Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione Riuso Nuova edificazione
Piani Attuativi o Progetti Unitari Convenzionati Interventi edilizi diretti Premialità connesse a interventi di riuso Piani Attuativi o piani di intervento per la rigenerazione urbana artt. 25 c. 1, 26, 27, 64 c. 6 L.R. 65/2014 art. 64 c. 8 L.R. 65/2014 artt. 25 c. 2 L.R. 65/2014
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 8.138 0 0 2.040 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 8.210 0 0 2.200 0 0 450
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 90 0 0 0 4.290 1.710 2.000
direzionale e di servizio 150 0 0 170 0 0 550
totale 16.588 0 0 4.410 4.290 1.710 3.000
territorio comunale Territorio urbanizzato Territorio rurale
con Copianificazione senza Copianificazione
Nuova edificazione Riuso totale (NE+R) Nuova edificazione Riuso totale (NE+R) Nuova edificazione
Categorie funzionali SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq. SE mq.
residenziale 8.138 2.040 10.178 0 0
industriale-artigianale (compreso commerciale all'ingrosso e depositi) 8.210 2.200 10.410 0 0 0 450
commerciale al dettaglio 0 0 0 0 0 0 0
turistico-ricettiva 90 0 90 4.290 1.710 6.000 2.000
direzionale e di servizio 150 170 320 0 0 0 550
totale 16.588 4.410 20.988 4.290 1.710 6.000 3.000

Titolo XI Trasformazioni

Capo I Disposizioni generali per le trasformazioni

Art. 100 Disposizioni comuni

1. Gli interventi di trasformazione consistono nella realizzazione di complessi edilizi in aree libere oppure nella riconfigurazione funzionale e morfologica di aree urbane o extraurbane e nella realizzazione di nuovi tracciati di viabilità, infrastrutture e attrezzature.

2. Gli interventi sono identificati dalla sigla e da un numero progressivo per ciascuna UTOE e sono perimetrati ed indicati con tale codice nelle Tavole di progetto del PO. La sigla AT (ATC nel caso di interventi esterni al perimetro del territorio urbanizzato oggetto di copianificazione) identifica le trasformazioni che si attuano tramite interventi diretti, eventualmente soggetti a convenzione, o Piani Attuativi; la sigla AE identifica le aree soggette a vincolo espropriativo, mentre la sigla OP individua le opere pubbliche.

3. La disciplina specifica di ciascuna area, riportata nel presente Titolo, definisce:

  • destinazioni d'uso;
  • quantità massime edificabili, attraverso interventi di nuova edificazione o di sostituzione edilizia, e relativi parametri (Superficie edificabile o edificata, numero di alloggi, numero di piani fuori terra ed eventuale Altezza massima, Indice di Copertura);
  • opere, aree e/o attrezzature da realizzare e/o cedere al Comune;
  • vincoli e tutele;
  • specifici indirizzi e prescrizioni in relazione ai singoli contesti, anche per quanto attiene eventuali interventi di recupero compresi nel progetto, condizionamenti per l'attuazione, requisiti e prestazioni richiesti per garantire in particolare il corretto inserimento paesaggistico e la sostenibilità ambientale.

Nel caso di trasformazioni comprendenti la realizzazione di opere pubbliche, qualora fosse necessario per garantire l'interesse pubblico entro tempi stabiliti, l'Amministrazione Comunale potrà comunque procedere con intervento diretto all'attuazione anticipata di tali opere e provvederà a definire opere equivalenti a carico dell'intervento privato.

Le quantità richieste per opere ed attrezzature da realizzare e/o cedere al Comune nel caso dei parcheggi pubblici sono indicate con il numero minimo di posti auto, calcolato con un parametro di 25 mq. a stallo, comprensivo anche degli spazi di manovra.

4. In sede di elaborazione dei progetti qualora le indicazioni grafiche riguardanti il perimetro cadano in prossimità ma non coincidano con elementi reali di suddivisione del territorio rilevabili sul posto o su mappe a scala di maggiore dettaglio, dette linee grafiche di perimetrazione possono essere portate a combaciare con i corrispondenti elementi di suddivisione reale del territorio; in tali casi la corrispondente rettifica non comporta variante al Piano Operativo.

5. Le Tavole di progetto del PO forniscono ove opportuno una rappresentazione sintetica delle regole per l'attuazione dei progetti, definite dalle presenti Norme, attraverso indicazioni grafiche che riguardano prioritariamente la definizione degli spazi pubblici e la loro disposizione reciproca ed orientano l'impianto insediativo ed i caratteri dell'edificazione.

Tali indicazioni grafiche hanno carattere di indirizzo per la definizione progettuale e - fermo restando l'obbligo di rispetto del dimensionamento, degli obiettivi, delle prescrizioni, dei condizionamenti, dei requisiti e delle prestazioni richiesti dal Piano Operativo - possono essere oggetto di rettifiche e parziali modifiche in sede di progettazione al fine di meglio coordinarsi con i luoghi e con le aree contermini. In particolare:

  • per la viabilità sono da considerarsi prescrittivi i recapiti, mentre sono indicativi il dimensionamento in sezione, il percorso e le modalità di intersezione;
  • per i percorsi pedonali e/o ciclopedonali sono da considerarsi prescrittivi i recapiti, mentre è indicativo il tracciato;
  • per gli spazi pedonali, per i parcheggi (aree di sosta a raso dei veicoli, pubblici e/ privati), per il verde (giardini, spazi di gioco, verde di ambientazione e di mitigazione, anche di proprietà privata ma comunque sistemate a verde, libere da edifici e manufatti) e per i servizi la precisa localizzazione e l'estensione delle aree sono indicative delle regole definite nella disciplina specifica delle presenti Norme.

6. Fino all'attuazione degli interventi previsti dal Piano Operativo su edifici, complessi edilizi e spazi aperti è consentito solo quanto ammesso dalla disciplina di intervento di tipo 2 (t2); inoltre non sono ammessi il cambio di destinazione d'uso e la suddivisione delle unità immobiliari.

Per gli edifici, complessi edilizi e spazi aperti aventi destinazione industriale o artigianale al momento di approvazione del presente Piano Operativo sono altres%igrave; ammessi gli interventi di adeguamento alla disciplina di settore (quali, a titolo esemplificativo, le norme in materia di igiene, tutela ambientale, sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro) o, comunque, necessari a garantire l'esercizio delle attività in questione, anche alla luce delle prescrizioni impartite da terze autorità, purchè non comportanti la creazione di nuovi volumi e/o superfici utile o accessoria, ivi compresa la sostituzione di eventuali impianti tecnici esistenti; resta fermo il rispetto di eventuali limitazioni disposte dal PO attraverso l'attribuzione delle discipline di intervento di tipo t1, t2 e t3.

7. Ad avvenuta realizzazione e ultimazione di tutte le opere e interventi previsti dal Piano Operativo agli edifici ed alle aree di pertinenza si attribuisce la disciplina di intervento di tipo 4 (t4) con esclusione degli ampliamenti previsti al comma 3 dell'art. 26 delle presenti Norme e fatto salvo quanto eventualmente disciplinato per edifici di particolare pregio. Non è ammesso il frazionamento delle unità immobiliari realizzate in attuazione degli interventi previsti dal presente Piano Operativo.

Art. 101 Qualità insediativa e tutela ambientale

1. Fermo restando quanto prescritto nelle discipline generali (Parte I delle presenti Norme), con particolare riferimento alle norme per il contenimento dell'impermeabilizzazione superficiale e alle disposizioni per parcheggi pubblici e verde pubblico, al fine di garantire adeguati livelli di tutela ambientale dovrà essere adottato un approccio progettuale integrato, con soluzioni che recepiscano i criteri CAM (Criteri Ambientali Minimi) e che ottimizzino le prestazioni passive degli edifici e con soluzioni tecniche appropriate all'uso delle FER; i progetti per le trasformazioni dovranno rispettare le seguenti disposizioni:

  • adottare una corretta esposizione degli edifici, garantendo il c.d. "diritto al sole", ovvero illuminazione naturale e assenza di ombreggiamenti per la produttività di eventuali impianti solari;
  • prevedere tipologie edilizie rispondenti all'obiettivo di limitare l'artificializzazione del suolo e l'incremento di superfici impermeabilizzate, assicurando al contempo, per gli edifici residenziali, adeguate prestazioni in termini di privacy e di disponibilità di spazi aperti di uso individuale quale parte integrante dell'alloggio;
  • dovrà essere privilegiato l'impiego di tecniche bioclimatiche e l'utilizzo di modalità costruttive riferibili all'edilizia sostenibile;
  • prevedere nelle aree a verde impianti vegetazionali per il miglioramento della qualità dell'aria e del microclima e per la compensazione dell'incremento delle emissioni di anidride carbonica, con almeno un albero ogni 25 mq. di SE prevista dal progetto;
  • privilegiare pavimentazioni idonee alla crescita di tappeti erbosi per gli spazi pubblici e privati destinati a piazzali, a parcheggi, alla viabilità pedonale e ciclabile;
  • prevedere per gli spazi carrabili impermeabili sistemi di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia;
  • adottare soluzioni tecniche per il recupero delle acque meteoriche e l'utilizzo delle acque di riciclo;
  • adottare sistemi di climatizzazione passivi e attivi a basso impatto ambientale;
  • adottare sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili che dovranno risultare pienamente integrate con le architetture di progetto;
  • adottare sistemi di illuminazione esterna che rispettino i requisiti per la limitazione della dispersione verso l'alto di flusso luminoso proveniente da sorgenti di luce artificiale (Linee guida per la progettazione, l'esecuzione e l'adeguamento degli impianti di illuminazione esterna, D.G.R., n. 962/2004) e dispositivi di accensione/spegnimento automatici.

Valgono inoltre le seguenti direttive:

  • contribuire il più possibile alla costituzione o al rafforzamento del verde urbano e del verde di connettività urbana;
  • concorrere alla qualificazione del suolo pubblico sia con la realizzazione di aree di verde attrezzato ma anche, ogni qual volta fosse possibile, con fasce verdi a protezione dei nuovi insediamenti;
  • prevedere interventi di forestazione urbana tramite piantumazione in forma estesa su aree incolte e/o degradate, a compensazione delle emissioni di CO2, anche in riferimento alle Linee guida per la messa a dimora di specifiche specie arboree per l'assorbimento di Biossido di Azoto, materiale particolato fine e Ozono.

Nel caso di infrastrutture lineari e interventi sulle intersezioni stradali dovranno essere adottate soluzioni atte a consentire o migliorare la permeabilità ecologica e ridurre il disturbo alla fauna, quali sottopassi faunistici e fasce arboreo-arbustive di corredo (Linee guida ISPRA - Frammentazione del territorio da infrastrutture lineari).

2. Fermo restando quanto previsto in relazione a specifici interventi sono in ogni caso prescritte:

  • la verifica della capacità di carico della rete di collettamento e depurazione con eventuale conseguente potenziamento del sistema di trattamento e smaltimento dei reflui;
  • la verifica della capacità della rete dell'acquedotto con eventuali conseguenti interventi di rinnovo della stessa; relativamente al risparmio della risorsa idrica si fa riferimento alle disposizioni dell'art. 11 del Regolamento regionale D.P.G.R. n. 29/R/2008;
  • la verifica del rispetto delle disposizioni sovraordinate, con particolare riferimento agli interventi lungo la viabilità principale in ambito extraurbano, in merito a fasce di rispetto, acustica e sicurezza stradale, anche per quanto riguarda le piantumazioni.

3. Nel caso di interventi in aree con presenza di attività produttive dismesse dovrà essere prevista la caratterizzazione ambientale al fine di verificare l'eventuale contaminazione dei siti e in tale caso procedere con la messa in sicurezza e la bonifica, nel rispetto delle normative vigenti.

4. I nuovi tracciati viari, così come la riconfigurazione di quelli esistenti, fermo restando il rispetto delle normative sovraordinate vigenti, dovranno essere progettati in modo da garantire adeguate prestazioni per ciascuna delle componenti di traffico ammesse; in tutti i casi essi dovranno essere caratterizzati da una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia ed intersezioni a raso.

In tutte le nuove strade urbane e di servizio ai comparti, in particolare, dovrà essere prevista la presenza del marciapiede su entrambi i lati; il marciapiede non potrà avere larghezza inferiore a 1,50 ml., al netto degli spazi occupati da elementi di ingombro (alberature, impianti per l'illuminazione, sedute, impianti pubblicitari, impianti tecnologici), e dovrà essere realizzato nel totale rispetto dei requisiti per i percorsi pedonali stabiliti dalle norme in materia di barriere architettoniche.

Le nuove strade dovranno di norma essere corredate da alberature e/o altri elementi vegetazionali.

5. I percorsi pedonali non potranno avere larghezza inferiore a 1,50 ml., al netto degli spazi occupati da elementi di ingombro (alberature, impianti per l'illuminazione, sedute, impianti pubblicitari, impianti tecnologici), e dovranno essere realizzati nel totale rispetto dei requisiti per i percorsi pedonali stabiliti dalle norme in materia di barriere architettoniche.

Nel caso di percorsi ciclo-pedonali, la larghezza minima dovrà essere pari a 1, 50 ml. se a senso unico e 3 ml. se a doppio senso.

6. Le trasformazioni che possano comportare un incremento dei flussi di traffico, e/o, comunque, di emissioni inquinanti e/o acustiche, quali possono essere quelli relativi a nuove attività produttive superiori a 1.500 mq. e a interventi per l'insediamento medie e grandi superfici di vendita, sono subordinate alla verifica degli effetti che tale incremento può comportare sul sistema aria, nonché all'adozione di ogni provvedimento tecnico e gestionale idoneo a contenere e compensare i livelli di inquinamento atmosferico e acustico, quali la messa in opera od il perfezionamento dei dispositivi di abbattimento delle emissioni, di isolamento acustico degli edifici e simili.

Per tali trasformazioni i progetti devono essere corredati di idonei elaborati volti alla verifica dell'impatto prodotto da emissioni di inquinanti in atmosfera ed acustiche - con il rispetto dei Requisiti Acustici degli Edifici previsti dalle normative nazionali - e all'individuazione di eventuali misure di mitigazione. Laddove l'intervento induca incremento di traffico, preveda adeguamento della viabilità o realizzazione di viabilità, deve essere valutato il contributo del progetto, piano attuativo o intervento convenzionato che sia, al sistema di mobilità entro cui si colloca, in termini di una migliore organizzazione del traffico e di collegamento fra trasporto pubblico e spostamenti su mezzo privato, nonché di articolazione multifunzionale del sistema della mobilità anche tramite la creazione di piste ciclabili e percorsi pedonali interconnessi con gli altri sistemi di spostamento.

Capo II Interventi pubblici

Art. 102 Aree soggette a vincolo espropriativo

1. Le aree soggette a vincolo espropriativo, descritte ai seguenti commi, sono perimetrate nelle Tavole di progetto del PO ed individuate dalla sigla AE con un numero progressivo per ciascuna UTOE. L'approvazione del Piano Operativo ha per esse valore di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.

2. Le regole per l'attuazione delle opere definite dalle presenti Norme sono, dove necessario, sinteticamente rappresentate nelle Tavole di progetto del PO attraverso indicazioni grafiche che hanno carattere di indirizzo e - fermo restando l'obbligo di rispetto del dimensionamento, degli obiettivi, delle prescrizioni, dei condizionamenti, dei requisiti e delle prestazioni richiesti dal Piano Operativo - possono essere oggetto di rettifiche e parziali modifiche in sede di progettazione al fine di meglio coordinarsi con i luoghi e con le aree contermini.

3. Nel caso di infrastrutture lineari e interventi sulle intersezioni stradali dovranno essere adottate soluzioni atte a consentire o migliorare la permeabilità ecologica e ridurre il disturbo alla fauna, quali sottopassi faunistici e fasce arboreo-arbustive di corredo (Linee guida ISPRA - Frammentazione del territorio da infrastrutture lineari).

4. Ampliamento del parcheggio in via della Vigna-via del Romito a Castelnuovo (AE1.01)

Il progetto prevede l'ampliamento del parcheggio pubblico a nord-est a servizio del capoluogo.

Area di Intervento (ST): 3.500 mq.; riferimenti catastali: foglio 148, particelle 401, 410, 434 e 551 (in parte) e particelle 567 e 587.

Vincoli e tutele: area di pertinenza delle strutture urbane.

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo per quanto possibile inalterata la morfologia dei luoghi e valutando configurazioni progettuali che mantengano il maggior numero possibile di ulivi; si dovrà inoltre provvedere alla piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi sul margine a valle, nelle parti di raccordo con il parcheggio esistente e nella fascia tra la nuova area di sosta e via del Romito, in continuità con le sistemazioni già realizzate a valle di via della Vigna; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili;

per l'accesso carrabile è prevista la realizzazione di un prolungamento della rampa di accesso al parcheggio esistente, dove il dislivello è minore;

per il collegamento pedonale è prevista la realizzazione di una rampa tra la nuova area di sosta e il parcheggio attuale, già dotato di percorsi pedonali accessibili.

Nella fase attuativa dovranno essere predisposti specifici elaborati volti a valutare l'integrazione paesaggistica ottimale delle soluzioni progettuali nel contesto di versante e l'integrità percettiva delle visuali verso l'abitato.

5. Percorso pedonale di collegamento al cimitero del capoluogo (AE1.02)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo collegamento pedonale in sicurezza tra l'abitato e il cimitero, a partire dal parco pubblico su via delle Crete senesi e dall'attrezzatura socio-sanitaria; parte del collegamento sarà realizzata attraverso l'uso pedonale - con servitù di transito - della strada privata che da via del Paradiso dà accesso agli edifici esistenti, garantendo in ogni caso l'accesso carrabile ai fondi limitrofi.

Area di Intervento (ST): 1.310 mq.; riferimenti catastali: foglio 132, particelle 85, 86 e 267 (tutte in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza delle strutture urbane;

area di rispetto cimiteriale.

6. Ampliamento dell'area scolastica a San Gusmè (AE2.01)

Il progetto prevede l'ampliamento dell'area destinata a servizi per l'istruzione di base.

Area di Intervento (ST): 1.720 mq.; riferimenti catastali: foglio 77, particelle 37 e 76.

Vincoli e tutele: area di pertinenza delle strutture urbane;

vincolo idrogeologico.

Disposizioni specifiche:

il margine verso la campagna dovrà essere sistemato con piantumazione di alberature e arbusti tipici dei luoghi, in continuità con le formazioni vegetali presenti lungo il confine ovest dell'area.

7. Parcheggio a servizio del cimitero di Villa a Sesta (AE2.02)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico a raso lungo la Strada vicinale del Vallone a servizio del cimitero e in generale della frazione.

Area di Intervento (ST): 935 mq.; riferimenti catastali: foglio 76, particelle 71 e 77 (entrambe in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza degli aggregati;

vincolo idrogeologico; area di rispetto cimiteriale; zona di rispetto di pozzi e sorgenti (in parte).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo inalterata la morfologia dei luoghi, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi per l'ombreggiatura; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili;

è consentito modificare marginalmente il tracciato della vicinale al fine di una migliore organizzazione degli spazi di transito e di sosta.

8. Ampliamento del parcheggio a servizio di Villa a Sesta (AE2.03)

Il progetto prevede l'ampliamento del parcheggio pubblico a nord-est a servizio della frazione.

Area di Intervento (ST): 1.450 mq.; riferimenti catastali: foglio 85, particelle 191 e 269 (entrambe in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza degli aggregati;

vincolo idrogeologico; area di rispetto cimiteriale.

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo per quanto possibile inalterata la morfologia dei luoghi, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi sul margine a valle; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili;

per l'accesso carrabile è previsto l'adeguamento del tracciato che si diparte dal parcheggio esistente lungo il muro della villa, mantenendo il fondo non pavimentato;

per il collegamento pedonale sarà utilizzata la vicinale di Ragonaia, che costituisce il limite sud dell'area di sosta.

9. Strada di collegamento a via della Pace a Pianella (AE4.01)

Il progetto prevede l'acquisizione al patrimonio pubblico e l'adeguamento del tracciato stradale esistente.

Area di Intervento (ST): 710 mq.; riferimenti catastali: foglio 62, particella 36 (in parte).

Vincoli e tutele: vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque);

area di pertinenza delle strutture urbane;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche: -

10. Parcheggio a San Giovanni a Cerreto (AE4.02)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico a raso lungo via Antica; sarà mantenuta la possibilità di accesso carrabile al terreno limitrofo per il passaggio dei mezzi agricoli.

Area di Intervento (ST): 745 mq.; riferimenti catastali: foglio 60, particelle 91 e 240 (entrambe in parte); foglio 61, particelle 122 e 159 e particelle 49 e 158 (entrambe in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza degli aggregati;

vincolo idrogeologico; area di rispetto cimiteriale; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo inalterata la morfologia dei luoghi, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi per l'ombreggiatura e a definizione del margine verso la campagna; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili;

l'intervento dovrà mantenere il muro a retta lungo la via, in modo che l'area di sosta rimanga a una quota diversa rispetto a quella della strada; l'accesso sarà localizzato in corrispondenza del varco esistente nel muro, a est.

11. Giardino a San Giovanni a Cerreto (AE4.03)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo spazio verde fruibile a servizio della frazione; sarà mantenuta la possibilità di accesso pedonale all'abitazione limitrofa.

Area di Intervento (ST): 890 mq.; riferimenti catastali: foglio 60, particella 207 (in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza degli aggregati;

vincolo idrogeologico; area di rispetto cimiteriale; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo inalterata la morfologia dei luoghi e, per quanto possibile, le piante di olivo presenti nell'area; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili;

l'intervento dovrà mantenere il muro a retta lungo la via, in modo che l'area di sosta rimanga a una quota diversa rispetto a quella della strada, fatto salvo quanto necessario per l'accessibilità pedonale.

12. Percorso pedonale a Ponte a Bozzone (AE4.04)

Il progetto prevede la realizzazione di un percorso pedonale per collegare la frazione agli impianti sportivi.

Area di Intervento (ST): 385 mq.; riferimenti catastali: foglio 58, particelle 406 e 432 (entrambe in parte).

Vincoli e tutele: vincolo paesaggistico Zona di Geggiano (D. M. 02/02/1972; G.U. 77 del 1972);

area di pertinenza delle strutture urbane;

vincolo idrogeologico; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

il percorso sarà realizzato in prolungamento dello spazio pedonale previsto dalla viabilità di servizio all'intervento in corso di attuazione PV4.02.

13. Ampliamento del parcheggio a servizio degli impianti sportivi a Quercegrossa (AE5.01)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico a raso in ampliamento all'area di sosta esistente su via di Petroio.

Area di Intervento (ST): 355 mq.; riferimenti catastali: foglio 14, particella 547 (in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza delle strutture urbane;

vincolo idrogeologico; aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo inalterata la morfologia dei luoghi, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi per l'ombreggiatura.

14. Parcheggio a Casello della Ripa (AE5.02)

Il progetto prevede la realizzazione di un piccolo parcheggio pubblico a raso, con l'individuazione di spazi di sosta lungo strada e la sistemazione del tratto di strada prospiciente; sarà mantenuta la possibilità di accesso carrabile alla vicinale per il passaggio dei mezzi agricoli.

Area di Intervento (ST): 215 mq.; riferimenti catastali: foglio 33, particelle 61, 346, 347 e 547 (tutte in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP; zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, limitando per quanto possibile il rimodellamento del terreno; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili per gli spazi di sosta.

15. Depuratore a Poggiarello - la Ripa (AE5.03)

Il progetto prevede la realizzazione del nuovo depuratore per 500 AE.

Area di Intervento (ST): 725 mq.; riferimenti catastali: foglio 33, particelle 190 e 191 (tutte in parte).

Vincoli e tutele: ambito di pertinenza degli aggregati;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

l'impianto sarà schermato con alberature tipiche dei luoghi; non sono ammesse modifiche di sezione della viabilità che dà accesso al depuratore (Strada delle Rocche), che dovrà rimanere strada bianca.

16. Ampliamento del parcheggio a Vagliagli (AE6.01)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico a raso in ampliamento all'area di sosta esistente di via della Liberazione.

Area di Intervento (ST): 1.065 mq.; riferimenti catastali: foglio 1, particelle 132, 383, 384 e 434 (tutte in parte).

Vincoli e tutele: ambito di pertinenza dei nuclei storici;

vincolo idrogeologico; aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP.

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, limitando per quanto possibile il rimodellamento del terreno, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi per l'ombreggiatura e con l'impiego di pavimentazioni permeabili o semipermeabili; l'accesso carrabile alla nuova area di sosta è previsto dal parcheggio esistente.

17. Parcheggio e giardino a Monteaperti (AE7.01)

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico a raso con accesso da piazza Guido da Siena, di un'area a verde e di un collegamento pedonale con via Provenzano Salvani.

Area di Intervento (ST): 2.410 mq.; riferimenti catastali: foglio 159, particella 77 e particelle 157, 158, 467 e 469 (tutte in parte).

Vincoli e tutele: area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

vincolo idrogeologico; aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP (in parte); zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

Disposizioni specifiche:

è prevista una soluzione a basso impatto paesaggistico, mantenendo inalterata la morfologia dei luoghi, con piantumazione di alberature o siepi tipiche dei luoghi per l'ombreggiatura delle auto in sosta e tutelando e valorizzando le alberature presenti, da integrare a formare una fascia verde di filtro e di ambientazione a definizione del margine verso la campagna; non è consentito l'impiego di pavimentazioni impermeabili.

Art. 102 bis Opere pubbliche

1. Le opere di interesse pubblico previste su aree di proprietà pubblica, descritte ai seguenti commi, sono perimetrate nelle Tavole di progetto del PO ed individuate dalla sigla OP con un numero progressivo per ciascuna UTOE.

2. Le regole per l'attuazione delle opere definite dalle presenti Norme sono, dove necessario, sinteticamente rappresentate nelle Tavole di progetto del PO attraverso indicazioni grafiche che hanno carattere di indirizzo e - fermo restando l'obbligo di rispetto del dimensionamento, degli obiettivi, delle prescrizioni, dei condizionamenti, dei requisiti e delle prestazioni richiesti dal Piano Operativo - possono essere oggetto di rettifiche e parziali modifiche in sede di progettazione al fine di meglio coordinarsi con i luoghi e con le aree contermini.

Le opere potranno essere realizzate in più fasi e/o stralci funzionali.

3. Nel caso di infrastrutture lineari e interventi sulle intersezioni stradali dovranno essere adottate soluzioni atte a consentire o migliorare la permeabilità ecologica e ridurre il disturbo alla fauna, quali sottopassi faunistici e fasce arboreo-arbustive di corredo (Linee guida ISPRA - Frammentazione del territorio da infrastrutture lineari).

4. Nuova area a verde pubblico e percorso pedonale a Vagliagli (OP6.01)

Il progetto prevede la demolizione del fabbricato esistente, privo di valore storico-documentale, e il ripristino dello stato dei luoghi al fine della riqualificazione dell'area come spazio pubblico, anche con realizzazione del collegamento pedonale tra la piazza e il parcheggio pubblico retrostante, a valle.

Area di intervento (ST): 450 mq.

Vincoli e tutele:

ambito di pertinenza dei nuclei storici;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico.

Art. 102 ter Disposizioni per la programmazione degli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche

1. Obiettivo della programmazione degli interventi volti all'abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture di uso pubblico, negli spazi comuni urbani e nelle infrastrutture per la mobilità è la realizzazione di ambienti compatibili con le esigenze del maggior numero possibile di utenti, privilegiando comunque soluzioni progettuali inclusive rispetto alle soluzioni speciali cioè a quelle dedicate ad uno specifico profilo di utenza.

2. Gli interventi dovranno in primo luogo garantire le seguenti prestazioni:

  • per i percorsi e gli spazi pedonali / la continuità planimetrica, i collegamenti tra percorsi paralleli, ad esempio separati dalla carreggiata stradale o adiacenti per mezzo di attraversamenti pedonali complanari o, in alternativa, opportunamente raccordati, l'allargamento dei percorsi e lo spostamento e/o modifica di ogni manufatto in elevazione presente sugli spazi pedonali al fine di garantire la larghezza minima di transito, l'eliminazione di ogni discontinuità altimetrica, la predisposizione di piano di calpestio e di illuminazione adeguati, la segnalazione del passaggio a zone carrabili o non pavimentate;
  • per il superamento dei dislivelli / l'eliminazione di dislivelli ed ostacoli, anche con l'impiego di rampe mobili, l'individuabilità, la predisposizione di piano di calpestio e di illuminazione adeguati;
  • per ambienti ed arredi interni / l'individuabilità degli spazi dedicati alle diverse funzioni e/o attività, l'eliminazione di ostacoli e di spigoli vivi, la predisposizione di piano di calpestio e di illuminazione adeguati, l'installazione di infissi e apparecchiature appropriati, la disponibilità di punti informativi e di spazi di attesa adeguati;
  • per le attrezzature esterne (cestini portarifiuti, cassonetti, sedute, giochi, cassette postali, ...) / l'individuabilità, l'installazione di elementi ed apparecchiature appropriati per numero, collocazione e caratteristiche;
  • per i locali igienici / l'individuabilità, la predisposizione di piano di calpestio e di illuminazione adeguati, l'installazione di infissi, sanitari, arredi e apparecchiature appropriati;
  • per i posti auto riservati / l'individuazione di un corretto numero di stalli di dimensioni appropriate, la predisposizione di segnaletica, la sicurezza degli spazi di manovra ed il collegamento adeguato con i percorsi pedonali;
  • per le fermate del trasporto pubblico / l'individuabilità, la presenza di informazioni adeguate, la predisposizione di arredi appropriati (pensiline, panchine).

3. Gli interventi da attuare sono specificamente individuati e definiti dal Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A.).

4. Nella realizzazione di tutti gli interventi di iniziativa pubblica riguardanti le strutture esistenti dove si svolgono funzioni pubbliche (edifici, attrezzature) e gli spazi aperti urbani esistenti - ad eccezione di manutenzioni e interventi d'urgenza -, anche se attivati con finalità diverse da quelle di abbattimento delle barriere architettoniche ed urbanistiche, si dovrà comunque fare riferimento alle prestazioni riportate al precedente comma 2, fatte salve documentate impossibilità tecniche.

5. Per quanto riguarda gli interventi di iniziativa privata il Comune potrà applicare incentivi economici mediante la riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria in misura crescente a seconda dei livelli dei requisiti di accessibilità e visitabilità degli edifici oltre i limiti obbligatori stabiliti dalle norme vigenti.

Capo III Trasformazioni nella UTOE 1 Castelnuovo

Art. 103 Riqualificazione urbana in via dell’Aia a Castelnuovo (AT1.01)

1. Il progetto prevede la riqualificazione urbana dell'area con destinazione direzionale e di servizio con integrazione delle dotazioni pubbliche.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 800 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 170 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 4 posti auto e spazio di manovra al termine di via dell'Aia (150 mq.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

Dovrà essere predisposta una fascia verde di ambientazione a definizione del margine verso la campagna.

Art. 104 Riqualificazione del complesso La Vigna in via delle Crete senesi a Castelnuovo (AT1.02)

1. Il progetto prevede il recupero del complesso di antica formazione con destinazione residenziale e altre funzioni di carattere urbano, valorizzandone il ruolo centrale anche dal punto di vista degli spazi di interesse collettivo.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 5.935 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: -

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: -

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 24 posti auto (600 mq.), da localizzare nell'area pianeggiante a sud;
  • realizzazione di un percorso pedonale di uso pubblico all'interno al complesso per il collegamento tra il parcheggio pubblico sopra citato e il giardino pubblico all'inizio di via Roma.

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

Al complesso, vincolato ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2204 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, è attribuita la disciplina di intervento di tipo 1 (t1).

Il progetto di rifunzionalizzazione dovrà tenere conto degli orientamenti di metodo del restauro modernamente inteso, anche nel riconoscimento di eventuali superfetazioni eliminabili, ma selezionate in maniera critica.

Per l'edificio 04 è previsto il mantenimento della destinazione per attività direzionali e di servizio. Gli altri edifici potranno essere destinati a residenza (per un massimo di 24 nuovi alloggi) o ad attività direzionali e di servizio e /o attività commerciali al dettaglio (esercizi di vicinato e attività di somministrazione di alimenti e bevande o medie strutture di vendita).

Schema di riferimento

Art. 105 Ampliamento struttura logistica e commerciale in via dell’Arbia, via del Romito a Castelnuovo (AT1.03)

1. Il progetto prevede l'ampliamento degli spazi di supporto alla cantina, con individuazione di nuovi volumi destinati alla logistica e alla commercializzazione.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 10.030 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 2.200 mq. (con superficie di vendita dei prodotti aziendali non superiore a 300 mq.)

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2 (Hmax a monte 4 ml.)

Superficie Coperta massima: 1.400 mq

opere ed attrezzature pubbliche:

  • cessione di un'area destinata a verde in via delle Crete senesi, in corrispondenza del Distretto socio-sanitario e Residenza Sanitaria Assistenziale, per una superficie minima di 2.045 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

vincolo monumentale, ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2004 (Fattoria Chigi oggi Cantina Poggio Bonelli);

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

L'intervento di nuova edificazione dovrà essere studiato in modo da tutelare e valorizzare il complesso di pregio della Fattoria Chigi e l'adiacente Podere Colombaio. L'inserimento del nuovo volume dovrà comportare il minimo impatto visuale lungo via dell'Arbia e garantire un corretto rapporto gerarchico rispetto al nucleo antico, che dovrà rimanere dominante anche nella percezione da valle. Nella fase attuativa dovranno pertanto essere predisposti specifici elaborati volti a valutare l'integrazione paesaggistica ottimale delle soluzioni progettuali nel contesto di versante e l'integrità percettiva delle visuali verso l'abitato.

Per l'accesso carrabile dovrà essere utilizzato il percorso esistente con innesto in prossimità dell'intersezione tra via del Romito e via dell'Arbia, adeguandone il tracciato in sezione ma con materiali e caratteristiche coerenti al contesto; dovrà in ogni caso essere tutelato l'antico muro a retta in pietra lungo via dell'Arbia.

Al complesso antico oggetto di notifica è attribuita la disciplina di intervento di tipo 1 (t1); all'edificio esistente escluso dal vincolo è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Art. 106 Completamento della viabilità e nuovo insediamento a definizione del margine urbano in via dell’Arbia, via del Romito a Castelnuovo (AT1.04)

1. Il progetto prevede il prolungamento della nuova viabilità a servizio del capoluogo, in modo da evitare l'attraversamento carrabile dei tessuti di più antica formazione, e la compiuta definizione del margine dell'abitato sul versante sud, oltre al potenziamento del sistema degli spazi verdi pubblici.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 8.840 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.100 mq.

numero alloggi massimo: 10

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di un nuovo tratto di viabilità pubblica in prolungamento di via del Romito a servizio dell'insediamento di progetto, per una lunghezza di circa 150 ml.;
  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 14 posti auto (350 mq.), ad integrazione dell'area di sosta adiacente a nord-est;
  • realizzazione e cessione di area da destinare a verde pubblico lungo la nuova viabilità, per una superficie minima di 700 mq;
  • cessione dell'area destinata al completamento della viabilità di collegamento con via dell'Arbia (da realizzare tramite contestuale o successivo intervento pubblico), corrispondente alla fascia a sud-ovest a valle del vigneto esistente, per una superficie minima di 1.400 mq.

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

Il nuovo tracciato, definito in modo da seguire l'andamento orografico del terreno e limitare il rimodellamento del suolo, dovrà avere essere dotato di alberature e di adeguati spazi pedonali in modo da valorizzarlo anche come percorso-passeggiata panoramico; il margine urbano verso la campagna sarà definito attraverso il disegno degli spazi pubblici e le sistemazioni vegetazionali di filtro e di ambientazione, con l'impiego di specie tipiche, come individuate al precedente art. 50.

Dovranno essere previste adeguate compensazioni ambientali per il suolo consumato.

L'edificazione sarà posta a monte del nuovo tratto viario, evitando la formazione di fronti continui, e nella parte a nord alla quale si accede da via dell'Arbia; per quest'ultima dovrà essere prevista una soluzione progettuale per l'accesso carrabile al lotto tale da alterare meno possibile l'assetto consolidato di via dell'Arbia, evitando la formazione di rampe di impatto rilevante e ottimizzando l'uso degli spazi seminterrati derivanti dal salto di quota per autorimesse a locali accessori. In generale il progetto dovrà assecondare la conformazione del pendio escludendo significativi scavi e riporti e la realizzazione di muri di contenimento a monte di rilevante altezza.

Nella fase attuativa dovranno pertanto essere predisposti specifici elaborati volti a valutare l'integrazione paesaggistica ottimale delle soluzioni progettuali nel contesto di versante e l'integrità percettiva delle visuali verso l'abitato.

Art. 107 Completamento residenziale in via A. Gramsci a Castelnuovo (AT1.05)

1. Il progetto prevede la nuova edificazione di un lotto di completamento all'interno del tessuto urbano.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 1.260 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 328 mq.

numero alloggi massimo: 2

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, con particolare riferimento alla sistemazione della strada di accesso al depuratore, posta nelle vicinanze dell'area di intervento.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche: -

Art. 108 Riqualificazione di un insediamento produttivo in via del Chianti, via V. Porcellotti a Castelnuovo (AT1.06)

1. Il progetto prevede la riqualificazione dell'area occupata da un insediamento produttivo sottoutilizzato, con demolizione e parziale ricostruzione delle strutture esistenti con destinazione residenziale ed eventuali esercizi di vicinato e/o attività direzionali e di servizio.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 3.310 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 800 mq. (eventuale superficie di vendita non superiore a 300 mq.; eventuale Superficie edificata per attività direzionali e di servizio non superiore a 350 mq.)

numero alloggi massimo: 10

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 40%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 10 posti auto (250 mq.);
  • realizzazione e cessione di verde pubblico per almeno 500 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

Il verde e i parcheggi pubblici dovranno essere posizionati nella parte nord, in continuità con gli spazi pubblici esistenti.

Art. 109 Completamento dell’insediamento produttivo in via V. Porcellotti a Castelnuovo (AT1.07)

1. Il progetto prevede una nuova edificazione a completamento del complesso artigianale esistente con contestuale integrazione delle dotazioni pubbliche.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 19.110 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta alla SE esistente: 2.200 mq. (per attività industriali e artigianali compatibili con la prossimità ad aree prevalentemente residenziali)

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2 (Hmax 6,50 ml.)

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche:

  • sistemazione, adeguamento e cessione del tratto di strada attualmente non pubblico compreso nell'area di intervento (prolungamento di via Porcellotti e collegamento con la strada di accesso al depuratore; circa 200 ml.);
  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 30 posti auto (750 mq.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

nella ricognizione del PIT-PPR l'area risulta in parte interessata dal vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (boschi), con solo una quota effettivamente occupata da alberature/arbusti, conseguente al progressivo abbandono delle coltivazioni che originariamente caratterizzavano la fascia adiacente all'abitato.

5. Disposizioni specifiche:

I nuovi volumi saranno collocati parallelamente alla viabilità da adeguare ma con accesso carrabile dal piazzale interno; in considerazione dell'andamento attuale del terreno nella zona est dovranno risultare parzialmente seminterrati/interrati, in modo da limitare la visibilità dal contesto circostante e in particolare dal complesso di Felsina.

Per la nuova edificazione dovrà essere verificata la reale consistenza del bosco, che dovrà essere tutelato; dovrà in ogni caso essere mantenuta un'adeguata area verde alberata di compensazione e mitigazione - di adeguato valore ecologico - a chiusura della fascia di verde pubblico che separa il complesso artigianale dall'insediamento su via del Chianti. Per gli usi non potabili dovranno essere predisposti sistemi di raccolta e utilizzo delle acque pluviali e di eventuali acque depurate tramite accumulo in cisterne interrate.

Le aree per la sosta carrabile, adeguatamente piantumate, dovranno essere posizionate prioritariamente nelle parti pianeggianti, evitando cospicui scavi e riporti e privilegiando tecniche di ingegneria naturalistica per la sistemazione dei dislivelli e di eventuali terrazzamenti. I parcheggi pubblici saranno preferibilmente individuati a nord-est, in modo da essere utilizzabili anche a servizio del centro urbano e in particolare per l'accesso all'area del teatro; gli spazi saranno conformati in modo da adattarsi per quanto possibile all'andamento attuale del terreno e collegati pedonalmente al verde pubblico.

Agli edifici esistenti è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Art. 110 Integrazioni alla struttura ricettiva di Castel Monastero (AT1.08)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del complesso ricettivo esistente integrando gli spazi destinati ai servizi e alle attività di supporto, anche nella prospettiva del prolungamento della stagione di apertura della struttura.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 23.225 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta: 350 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 1

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (bosco) in parte molto marginale, nella ricognizione del PIT-PPR;

area di rispetto cimiteriale, in parte;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP, marginalmente;

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

È prevista la nuova edificazione di un nuovo magazzino, per una SE non superiore a 350 mq., da realizzare in corrispondenza dell'area indicata con la lettera D, in posizione defilata e poco visibile dal complesso di antica formazione e dai principali percorsi; per il nuovo volume si dovranno impiegare materiali e tecnologie tali da garantire un corretto inserimento nel contesto e limitare l'altezza fuori terra - che non potrà superare 3,50 ml. -, anche attraverso soluzioni parzialmente seminterrate. L'intervento dovrà comprendere la contestuale riqualificazione dell'area a nord-ovest del castello; in particolare dovrà essere prevista la sistemazione del parcheggio a raso, con piantumazione di alberature per l'ombreggiamento e l'ambientazione e rifacimento del fondo con materiali permeabili o semipermeabili.

È ammessa la chiusura con infissi vetrati (tamponamento laterale e in copertura) delle strutture identificate con le lettere B e C, in modo tale da consentirne l'utilizzo durante tutto l'anno, a supporto dell'area benessere e delle attività di fitness.

È inoltre ammesso attrezzare la parte (A) della corte del castello a fianco della chiesa, posta a una quota leggermente rialzata, con un pergolato per l'ombreggiamento; il pergolato sarà realizzato con una struttura composta da elementi di sezione sottile, tale da ridurre al minimo l'impatto nella percezione del luogo nella sua conformazione consolidata.

All'interno delle aree di pertinenza è consentita la realizzazione di locali tecnici interrati con caratteristiche tali da risultare esclusi dal computo della Superficie edificabile (SE), anche esternamente al sedime degli edifici, purché ciò non comporti l'alterazione delle sistemazioni esterne di interesse storico.

Agli edifici 06, 07 e 08, che costituiscono il nucleo principale di antica formazione, è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2); agli altri edifici (01, 02, 03, 04, 05, 09, 10, 11 e 12) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); nel caso dell'edificio 04 è ammessa la realizzazione di un porticato sul fronte sud per una superficie coperta non superiore al 10% di quella dell'edificio stesso.

Tutti gli interventi dovranno garantire la salvaguardia delle formazioni boschive di margine.

Schema di riferimento

Art. 111 Ampliamento dello stabilimento produttivo in località Cortenuova (AT1.09)

1. Il progetto prevede l'ampliamento dello stabilimento per l'estrazione, lo stoccaggio e la lavorazione di CO2 esistente (con destinazione industriale e artigianale).

La perimetrazione dell'impianto comprende anche l'area dei pozzi di estrazione posta in prossimità di Podere Ambra (sorgenti sulfuree), non oggetto del presente intervento.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 16.730 mq.

Superficie edificabile (SE) in ampliamento a quella esistente: 450 mq. (comunque non superiore al 50% della SE esistente); è ammessa inoltre l'installazione di serbatoi analoghi a quelli già presenti nell'impianto e di tettoie per una Superficie Coperta massima di 100 mq.

numero piani fuori terra massimo: 1

Indice di Copertura massimo: 40%

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, e alla fruizione pubblica della risorsa idrica.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque); nella ricognizione del PIT-PPR inoltre l'area risulta in parte molto marginale interessata dal vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (boschi);

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

Per gli usi non potabili dovranno essere predisposti sistemi di raccolta e utilizzo delle acque pluviali e di eventuali acque depurate tramite accumulo in cisterne interrate. Gli spazi di parcheggio a raso a servizio dell'attività dovranno essere realizzati con fondo permeabile e adeguatamente alberati, utilizzando aree pianeggianti e quindi senza significativi rimodellamenti del suolo.

Dovranno inoltre essere mantenute e/o predisposte adeguate fasce alberate di filtro e di ambientazione lungo margini dell'impianto, in particolare verso il corso del torrente Ambra, con piantumazioni coerenti al contesto rurale circostante e all'ambito ripariale, salvaguardando eventuali formazioni boscate.

Agli edifici esistenti è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Capo IV Trasformazioni nella UTOE 2 - Villa a Sesta, San Gusmè

Art. 112 Completamento residenziale in via G. Brogi a San Gusmè (AT2.01)

1. Il progetto prevede la nuova edificazione di un lotto di completamento all'interno del tessuto urbano.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 1.670 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 250 mq.

numero alloggi massimo: 3

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 9 posti auto (225 mq.);
  • cessione della strada di accesso esistente (via G. Brogi), per circa 94 ml.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane.

5. Disposizioni specifiche:

Dovranno essere per quanto possibile tutelate le alberature presenti nell'area, per le specie appartenenti alla tradizione rurale, in particolare al margine verso la campagna, che dovrà essere sistemato con alberature e arbusti tipici dei luoghi, in continuità con le formazioni vegetali presenti lungo il confine ovest dell'area.

Art. 112 bis Integrazioni alla struttura ricettiva a Villa a Sesta (AT2.02)

1. Il progetto prevede il miglioramento dei servizi offerti nella struttura esistente con un modesto incremento delle superfici edificate e sistemazione degli spazi aperti di pertinenza.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 3.775 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 30 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 1

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione della viabilità e dei percorsi di uso pubblico di Villa a Sesta.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza degli aggregati;

area di rispetto cimiteriale, in parte;

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

Il nuovo volume, destinato a spazi di supporto all'utilizzo degli spazi aperti e della piscina - da realizzare - sarà costituito dall'ampliamento dell'edificio 04, che potrà essere contestualmente riconfigurato.

Agli edifici esistenti (01, 02 e 03) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 4 (t4).

Schema di riferimento

Art. 113 Nuova struttura ricettiva e centro di formazione a Villa La Pagliaia e La Madonna, San Felice (ATC2.01)

1. Il progetto prevede la creazione di una nuova struttura ricettiva (d1) e centro di formazione del personale per il gruppo proprietario degli immobili, attraverso la valorizzazione e il recupero dei complessi rurali adiacenti di Villa La Pagliaia e di Podere La Madonna, conseguente alla dismissione dell'uso agricolo dei volumi, non più adeguati a tali attività, e al trasferimento in appositi manufatti nel centro aziendale esistente nel borgo di San Felice.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere complessivamente favorevole in data 10/05/2021.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 32.585 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta (con demolizione dell'edificio 08): 550 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

vincolo monumentale, ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2004 (Villa Pagliaia);

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (bosco) in parte;

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

Per la villa (01 e 02) e la limonaia (03), così come il giardino disegnato e gli spazi di pertinenza, vincolati ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2204 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), è prevista la disciplina di intervento di tipo 1 (t1).

Agli edifici 05 e 06 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); agli edifici 04 e 07 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5), con obbligo, nel caso dell'edificio 04, di conservare la le facciate est e sud, omogenee alla villa.

La villa ospiterà tutti i principali spazi comuni e di servizio (reception, ristorante, sale riunioni, spazi benessere), destinando prioritariamente alle camere il podere. Le aule e altri spazi multiuso prevalentemente orientati alle attività di formazione saranno collocati in un volume di nuova edificazione dietro alla villa (area A), previa demolizione del fabbricato esistente (08) di costruzione recente e privo di valore storico-documentale o architettonico; ciò consentirà la formazione di una corte interna, tra la villa e il nuovo edificio, che potrà essere utilizzata come spazio esterno complementare alle aule, anche pavimentato.

Un'eventuale piscina, con le caratteristiche definite al comma 8 dell'art. 72 delle presenti Norme, potrà essere realizzata in prossimità della limonaia (area B), in modo da risultare meno esposta.

Gli spazi di parcheggio, con sistemazione permeabile e alberati per l'ombreggiamento e l'ambientazione, saranno disposti in prossimità della strada, nelle aree C e D, in corrispondenza dei punti di ingresso alla struttura, senza significativi rimodellamenti del suolo.

Schema di riferimento

Art. 114 Ampliamento della struttura ricettiva a Villa Arceno (ATC2.02)

1. Il progetto prevede l'ampliamento della struttura ricettiva esistente, con l'aggiunta di spazi per nuove camere, sale conferenze e relativi servizi, oltre a un parcheggio coperto, riqualificando contestualmente un'area priva di elementi di valore architettonico, storico-documentale o paesaggistico inutilizzata e in condizioni di degrado.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere favorevole con condizioni in data 10/05/2021.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 34.235 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta: 1.850 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2 a valle e 0 a monte per il volume destinato a sala conferenze e camere (seminterrato, con sottostante parcheggio interrato), 1 a valle e 0 a monte per il volume destinato a palestra (seminterrato)

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico.

Il complesso è prossimo all'area con vincolo paesaggistico, ai sensi dell'art. 136 del D.lgs. n. 42/2004, lI parco e i due viali alberati della Tenuta di Arceno (ID 905216 - D.M. 25/02/1955; notificato ad personam), che comprende anche il lago artificiale creato all'interno del parco, progettato da Agostino Fantastici, lungo il corso del torrente Ombrone, oggetto di tutela paesaggistica ex lege, ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. b (la fascia dei 300 ml. dalla linea di battigia interessa marginalmente l'area di intervento).

5. Disposizioni specifiche:

Agli edifici 01 e 02 (villa e edificio che comprende la cappella) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2); all'edificio 03 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 4 (t4); agli altri edifici è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5) e non è ammesso il cambio d'uso a residenza.

Le superfici edificate in aggiunta saranno costituite da volumi seminterrati e/o interrati con copertura praticabile posti in corrispondenza dei muri di contenimento esistenti, in modo da garantire la continuità degli spazi aperti al livello della villa e il mantenimento delle visuali percepibili dalla villa stessa inalterate. L'intervento principale, destinato a camere e sale conferenze, sarà collocato nella parte est (A), da riqualificare anche attraverso la rimozione dei manufatti incongrui e il riordino delle sistemazioni esterne, insieme al parcheggio interrato (di superficie coperta non superiore a 2.500 mq.); la definizione del fronte fuori terra, sempre a quota inferiore rispetto al livello dello spazio esterno di pertinenza della villa, non dovrà interferire con la percezione degli edifici di antica formazione e dovrà assicurare che il nuovo volume risulti gerarchicamente subordinato ad essi (qualificandosi come una sorta di basamento, congruente per materiali e colori con gli elementi storici, anche con impiego di tecniche e forme contemporanee). La nuova palestra, seminterrata, sarà localizzata nell'area B, in adiacenza allo spazio occupato dalla piscina e anche in questo caso l'intervento dovrà essere orientato alla massima integrazione con le strutture murarie di contenimento esistenti, per il minimo impatto percettivo e visuale sul contesto.

Non è ammessa la realizzazione di nuove superfici impermeabilizzate e di nuova viabilità carrabile, salvo quanto necessario a raccordare i tracciati esistenti al parcheggio interrato; per eventuali nuovi percorsi pedonali dovranno essere impiegati materiali permeabili. Non è ammessa la realizzazione di nuovi spazi di parcheggio a raso.

Schema di riferimento

Capo V Trasformazioni nella UTOE 3 – Casetta, Colonna del Grillo, Stazione

Art. 115 Completamento a destinazione produttiva in via B. Peruzzi a Casetta (AT3.01)

1. Il progetto prevede una nuova edificazione con destinazione per attività industriali e artigianali a completamento della zona produttiva di Casetta.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 4.605 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.750 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 45%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 4 posti auto (100 mq.);
  • realizzazione e cessione di area da destinare a verde pubblico per almeno 400 mq., da localizzare a ovest, in continuità con il parcheggio pubblico lungo via Peruzzi.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale (ZSC-ZPS) Crete di Camposodo e Crete di Leonina;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Dovrà essere predisposta una fascia verde di compensazione e mitigazione lungo il margine ovest, verso gli edifici residenziali, e lungo il margine sud, verso la campagna.

Gli elaborati progettuali dovranno contenere e dettagliare le seguenti Condizioni d'Obbligo previste dall'Allegato B della D.G.R. 13/2022:

CO_GEN_03 · per impianti arborei/arbustivi ed inerbimenti saranno utilizzate specie autoctone di provenienza certificata ecologicamente compatibili con l'area di destinazione; l'elenco di tali specie è incluso negli elaborati progettuali; per gli impianti sono previsti piani di manutenzione che garantiscano cure colturali per almeno tre anni dalla messa a dimora e risarcimenti delle eventuali fallanze;

CO_EDI_03 · nelle sistemazioni esterne gli impianti di illuminazione saranno realizzati con punti luce a bassa potenza e rivolti verso il basso, in conformità alle "Linee Guida per la progettazione, l'esecuzione e l'adeguamento degli impianti di illuminazione esterna" (D.G.R. 962/2004), per non costituire fonte di inquinamento luminoso e di attrazione per la fauna;

CO_EDI_13 · le aree di cantiere saranno chiaramente identificate e delimitate ed il movimento dei mezzi e lo stoccaggio dei materiali sarà effettuato in modo tale da limitare il più possibile il danneggiamento della vegetazione circostante; a tal fine sarà previsto l'utilizzo di aree già alterate/antropizzate, se presenti.

Art. 116 Nuova area sosta camper in via B. Peruzzi a Casetta (AT3.02)

1. Il progetto prevede la realizzazione di un'area sosta camper all'interno dell'area urbana.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 5.415 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 60 mq. (ufficio, bagni e spazi di supporto)

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 1

Indice di Copertura massimo: 5%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • sistemazione del tratto della strada a fianco del lotto di intervento (circa 80 ml.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

L'intervento, esterno ma limitrofo alla ZSC/ZPS "Crete di Camposodo e Crete di Leonina", dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione di Incidenza.

4. Vincoli e tutele:

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Le sistemazioni esterne dovranno privilegiare l'utilizzo di materiali permeabili.

Il margine verso la campagna dovrà essere sistemato con alberature con funzione di ambientazione.

Gli elaborati progettuali dovranno contenere e dettagliare le seguenti Condizioni d'Obbligo previste dall'Allegato B della D.G.R. 13/2022:

CO_GEN_03 · per impianti arborei/arbustivi ed inerbimenti saranno utilizzate specie autoctone di provenienza certificata ecologicamente compatibili con l'area di destinazione; l'elenco di tali specie è incluso negli elaborati progettuali; per gli impianti sono previsti piani di manutenzione che garantiscano cure colturali per almeno tre anni dalla messa a dimora e risarcimenti delle eventuali fallanze;

CO_EDI_03 · nelle sistemazioni esterne gli impianti di illuminazione saranno realizzati con punti luce a bassa potenza e rivolti verso il basso, in conformità alle "Linee Guida per la progettazione, l'esecuzione e l'adeguamento degli impianti di illuminazione esterna" (D.G.R. 962/2004), per non costituire fonte di inquinamento luminoso e di attrazione per la fauna;

CO_EDI_13 · le aree di cantiere saranno chiaramente identificate e delimitate ed il movimento dei mezzi e lo stoccaggio dei materiali sarà effettuato in modo tale da limitare il più possibile il danneggiamento della vegetazione circostante; a tal fine sarà previsto l'utilizzo di aree già alterate/antropizzate, se presenti.

Art. 117 Ampliamento della struttura direzionale e di servizio in via B. Peruzzi a Casetta (AT3.03)

1. Il progetto prevede l'ampliamento della struttura destinata ad attività direzionali e di servizio lungo il Raccordo Siena-Bettolle.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 20.870 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta: 150 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2 (Hmax non superiore a quella dei volumi esistenti)

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche:

  • dotazioni pubbliche che saranno stabilite dalla convenzione, anche fuori comparto, finalizzate alla qualificazione dell'abitato di Casetta, oltre alle modalità di libera fruizione pubblica degli impianti natatori esistenti.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

L'intervento, esterno ma limitrofo alla ZSC/ZPS "Crete di Camposodo e Crete di Leonina", dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione di Incidenza.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque) (in parte);

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

I nuovi volumi saranno localizzati in continuità con il complesso esistente e realizzati con materiali e tecniche coerenti con esso.

Gli spazi di parcheggio dovranno essere equipaggiati con alberature per l'ombreggiamento e di ambientazione; anche ai margini esterni della struttura dovranno essere predisposte adeguate fasce alberate di ambientazione.

Gli elaborati progettuali dovranno contenere e dettagliare le seguenti Condizioni d'Obbligo previste dall'Allegato B della D.G.R. 13/2022:

CO_GEN_03 · per impianti arborei/arbustivi ed inerbimenti saranno utilizzate specie autoctone di provenienza certificata ecologicamente compatibili con l'area di destinazione; l'elenco di tali specie è incluso negli elaborati progettuali; per gli impianti sono previsti piani di manutenzione che garantiscano cure colturali per almeno tre anni dalla messa a dimora e risarcimenti delle eventuali fallanze;

CO_EDI_03 · nelle sistemazioni esterne gli impianti di illuminazione saranno realizzati con punti luce a bassa potenza e rivolti verso il basso, in conformità alle "Linee Guida per la progettazione, l'esecuzione e l'adeguamento degli impianti di illuminazione esterna" (D.G.R. 962/2004), per non costituire fonte di inquinamento luminoso e di attrazione per la fauna;

CO_EDI_13 · le aree di cantiere saranno chiaramente identificate e delimitate ed il movimento dei mezzi e lo stoccaggio dei materiali sarà effettuato in modo tale da limitare il più possibile il danneggiamento della vegetazione circostante; a tal fine sarà previsto l'utilizzo di aree già alterate/antropizzate, se presenti.

Art. 118 Completamento residenziale in Strada Comunale del Chiantino a Stazione (Castelnuovo Scalo) (AT3.04)

1. Il progetto prevede la nuova edificazione di un lotto di completamento all'interno del tessuto urbano.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 1.265 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 140 mq.

numero alloggi massimo: 2

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 5 posti auto (125 mq.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

L'intervento, esterno ma limitrofo alla ZSC/ZPS "Crete di Camposodo e Crete di Leonina", dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione di Incidenza.

4. Vincoli e tutele:

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche: -

Art. 119 Completamento a destinazione produttiva in località Il Grillo (AT3.05)

1. Il progetto prevede una nuova edificazione con destinazione per attività industriali e artigianali a completamento della zona produttiva in località Il Grillo, lungo il Raccordo Siena-Bettolle.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 3.750 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.500 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 45%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 15 posti auto (375mq.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

fascia di rispetto stradale (strade extraurbane principali, tipo B);

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

Gli insediamenti produttivi devono essere dotati di reti duali.

Art. 120 Adeguamento del circuito di go kart in località Val di Biena (AT3.06)

1. Il progetto consiste nella sistemazione preliminare dell'impianto con la pista di go kart in prospettiva dell'adeguamento agli standard degli organismi internazionali di riferimento, con l'integrazione delle dotazioni necessarie allo svolgimento delle attività.

L'intervento inserito nel presente PO si configura come fase propedeutica ad un progetto complessivo che prevede anche l'ampliamento dell'area del circuito nel territorio del Comune di Asciano, previe verifiche di fattibilità idraulica.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 39.560 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in ampliamento a quella esistente: 300 mq., comunque non superiore al 50% della SE complessiva esistente (da destinare a magazzini, officina, uffici, servizi igienici, infermeria, sala stampa e altri locali di supporto all'attività, rientranti nella sotto-categoria funzionale direzionale e di servizio e1)

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche:

  • dotazioni pubbliche che saranno stabilite dalla convenzione, anche fuori comparto, finalizzate alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene alla viabilità e ai percorsi.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

L'intervento, esterno ma limitrofo alla ZSC/ZPS "Crete di Camposodo e Crete di Leonina", dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione di Incidenza.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque);

fascia di rispetto dei corsi d'acqua relativa al T. Biena;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

fascia di rispetto ferroviario;

vincolo idrogeologico.

L'area è adiacente alla Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale (ZSC-ZPS) Crete di Camposodo e Crete di Leonina.

5. Disposizioni specifiche:

All'edificio 01 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); agli edifici 02 e 03 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

I nuovi volumi saranno posizionati in prossimità del nucleo edificato esistente (A), in ampliamento agli edifici 02 e 03; all'interno dell'area A è consentita anche la realizzazione di strutture removibili a supporto dell'attività, per una Superficie Coperta massima di 300 mq. È prevista inoltre l'installazione di box nella zona allineamento kart (B) per una superficie coperta massima di 200 mq.; tali manufatti dovranno essere realizzati con strutture leggere, senza opere di fondazione, e con caratteristiche tali da non creare impedimenti al deflusso delle acque.

Il parcheggio a raso (C), a ovest, sarà equipaggiato con alberature per l'ombreggiamento e l'ambientazione e sistemato con fondo permeabile.

Dovranno essere previste adeguate misure di controllo acustico, con la messa in opera di barriere fonoassorbenti in particolare a nord-est, a margine della linea ferroviaria.

Schema di riferimento

Art. 120 bis Ampliamento di uno stabilimento produttivo alla Colonna del Grillo (AT3.07)

1. Il progetto prevede la possibilità di riassetto e ampliamento dello stabilimento ai fini del miglioramento e dello sviluppo dell'attività produttiva.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 6.245 mq.

Superficie edificabile (SE) massima aggiuntiva complessiva: 1.260 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 1 (altezza massima 11 ml.)

Indice di Copertura massimo: 55%

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico.

4. Vincoli e tutele:

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

L'intervento interesserà la parte est dell'area di pertinenza, con la realizzazione di un nuovo volume in ampliamento a quello principale esistente, sostituendo i fabbricati secondari e i locali coperti ma aperti attualmente presenti, ottimizzando così l'organizzazione degli spazi produttivi. I nuovi volumi saranno realizzati con materiali e tecniche coerenti con quelli esistenti.

Gli spazi di parcheggio dovranno essere equipaggiati con alberature per l'ombreggiamento e di ambientazione; anche ai margini esterni della struttura dovranno essere predisposte adeguate sistemazioni a verde di ambientazione.

Gli insediamenti produttivi devono essere dotati di reti duali.

Capo VI Trasformazioni nella UTOE 4 – Pianella, San Giovanni a Cerreto, Ponte a Bozzone

Art. 121 Completamento delle attrezzature e nuovo insediamento a definizione del margine urbano in via della Pace, S.P. di Pievasciata a Pianella (AT4.01)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del principale nucleo di attrezzature della frazione, il completamento dell'edificazione residenziale, e della rete viaria interna e la compiuta definizione del margine urbano.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 9.380 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.200 mq.

numero alloggi massimo: 14

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione del prolungamento di via della Pace e collegamento a via Kennedy (circa 35 ml.);
  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 15 posti auto (375 mq.);
  • realizzazione di un percorso pedonale nel tratto della strada vicinale compreso nel comparto (collegamento tra la viabilità carrabile e la vicinale all'esterno dell'area urbana);
  • cessione dell'area destinata all'ampliamento delle attrezzature pubbliche, in continuità con il complesso scolastico, per almeno 4.000 mq. e realizzazione al suo interno di una struttura per il centro civico con SE non inferiore a 150 mq.

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque) (in parte);

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici e, in parte marginale, delle strutture urbane;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

La nuova edificazione residenziale sarà collocata in continuità con il tessuto recente di via della Pace-via Kennedy, nella parte a sud, esterna all'area soggetta a vincolo paesaggistico.

La struttura per il centro civico sarà ad un solo livello e dovrà essere concepita come elemento modulare eventualmente ampliabile all'interno dell'area destinata a servizi.

Lungo il margine verso la campagna, a monte, dovrà essere predisposta una fascia arborea di compensazione e di filtro, impiegando formazioni vegetali e specie tipiche degli ambienti rurali di cui al precedente art. 50, da integrare alle pertinenze private e allo spazio aperto di uso pubblico.

Art. 123 Completamento a destinazione produttiva in via dell’Artigianato a Pianella (AT4.03)

1. Il progetto prevede una nuova edificazione con destinazione per attività industriali e artigianali a completamento della zona produttiva di Pianella.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 3.970 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.500 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 45%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 10 posti auto (250 mq.), da posizionare lungo la strada interna che porta all'isola ecologica;
  • sistemazione del tratto della strada interna prospettante il lotto di intervento (circa 70 ml.).

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque) (in parte);

area di pertinenza delle strutture urbane;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

L'accesso carrabile al lotto dovrà essere collocato preferibilmente sulla strada interna.

I margini lungo la viabilità dovranno essere sistemati con impianti vegetazionali di filtro e ambientazione con piantumazioni coerenti al contesto rurale circostante.

Art. 124 Riqualificazione urbana in via delle Fonti, via M. L. King a Pianella (AT4.04)

1. Il progetto prevede la riqualificazione dell'area occupata da un insediamento produttivo oggetto di dismissione, con demolizione e parziale ricostruzione delle strutture esistenti a destinazione residenziale.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 2.455 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 600 mq.

numero alloggi massimo: 8

numero piani fuori terra massimo: 2, oltre ad un piano di basamento destinato alle autorimesse e/o locali accessori

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 8 posti auto (200 mq.);
  • realizzazione e cessione di verde pubblico per almeno 300 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

La nuova edificazione dovrà riprendere orientamento e allineamenti degli edifici prospettanti via delle Fonti.

Art. 125 Riqualificazione urbana in via della Scheggiolla a Ponte a Bozzone (AT4.05)

1. Il progetto prevede la riqualificazione dell'area occupata da un insediamento produttivo oggetto di dismissione, con demolizione e parziale ricostruzione delle strutture esistenti con destinazione residenziale.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 2.205 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 500 mq.

numero alloggi massimo: 6

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 7 posti auto (175 mq.);
  • realizzazione e cessione di verde pubblico per almeno 300 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche: -

Art. 126 Ampliamento e riqualificazione delle strutture sportive e ricreative a Ponte a Bozzone, Geggiano (AT4.06)

1. Il progetto prevede il potenziamento e la riqualificazione delle strutture a supporto dell'area adibita a impianti sportivi e attività ricreative a servizio della frazione (Circolo di Geggiano).

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 25.440 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 250 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: -

Indice di Copertura massimo: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite le modalità di fruizione pubblica degli spazi.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico Zona di Geggiano (D. M. 02/02/1972; G.U. 77 del 1972);

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (bosco), in parte;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Le nuove strutture saranno localizzate in continuità e/o in stretta prossimità con quelle esistenti e finalizzate sia a integrare le dotazioni di spazi necessari allo svolgimento delle attività svolte sia ad una loro più razionale distribuzione e dislocazione. Tutti gli interventi dovranno garantire per quanto possibile la tutela delle alberature presenti nell'area, salvaguardando integralmente le formazioni boschive che caratterizzano i margini nord ed est e la fascia compresa tra il campo sportivo e la via dei Ponti.

Art. 127 Ampliamento della struttura ricettiva del Borgo di Argiano (ATC4.01)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del complesso, integrando i servizi comuni e la ricettività della struttura esistente.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere favorevole con condizioni in data 10/05/2021.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 29.745 mq.

Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta: 750 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

L'intervento di nuova edificazione dovrà porsi in continuità e coerenza con l'impianto di matrice storica consolidato, che dovrà rimanere gerarchicamente prevalente, ed evitare di impegnare posizioni particolarmente esposte e visuali di significativo rilievo paesaggistico; la Superficie Edificabile aggiuntiva dovrà corrispondere ad un unico nuovo edificio, da collocare nell'area individuata nello schema con la lettera A, sul terrazzamento a monte dell'edificio 05 che ingloba l'edificio 06, impiegando materiali e tecniche congruenti con il complesso di antica formazione; è ammessa la realizzazione di un livello interrato, entro il sedime del nuovo edificio, da destinare a locali tecnici e/o spazi accessori con caratteristiche tali da risultare esclusi dal computo della Superficie edificabile (SE).

L'intervento dovrà escludere la formazione di ulteriori aree impermeabilizzate (comprese nuove piscine e nuova viabilità), prevedendo eventualmente soltanto nuove sistemazioni a verde negli spazi di pertinenza del nuovo edificio e sistemi di illuminazione a basso impatto luminoso.

Agli edifici 01, 02 e 05 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2); agli edifici 04, 06 07 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); agli edifici 03 e 08 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 4 (t4).

Schema di riferimento

Capo VII Trasformazioni nella UTOE 5 – Quercegrossa, La Ripa

Art. 128 Completamento residenziale in via R. Panzieri, via del Chianti classico a Quercegrossa (AT5.01)

1. Il progetto prevede la nuova edificazione di un lotto di completamento all'interno del tessuto urbano.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 1.635 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 225 mq.

numero alloggi massimo: 3

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 8 posti auto (200 mq.), da posizionare lungo strada.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza delle strutture urbane;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche: -

Capo VIII Trasformazioni nella UTOE 6 – Vagliagli

Art. 130 Ampliamento della struttura ricettiva di Borgo Scopeto (AT6.02)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del complesso ricettivo esistente integrando gli spazi destinati ai servizi - in particolare area benessere e ristorante - e la dotazione di camere.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 45.615 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 1.200 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 1

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Agli edifici principali di antica formazione (01, 02 e 03) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2); agli edifici 05, 06, 07 e 08 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); all'edificio 04 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Le nuove superfici saranno realizzate in parte come ampliamento del fabbricato 04 (A) e/o del volume parzialmente interrato prospettante la piscina a sud-est (B) - in quest'ultimo caso incrementando l'altezza del locale di servizio esistente - (per una SE massima di 350 mq.), in parte come nuova edificazione (per una SE massima complessiva di 850 mq.).

Il volume in ampliamento avrà caratteristiche analoghe all'edificio 04, con il quale dovrà risultare totalmente integrato.

I nuovi volumi si articoleranno in una struttura integrativa per la ristorazione (sala ristorante) e in un edificio per ulteriori camere. La sala ristorante (con SE massima di 150 mq.) sarà localizzata nella corte centrale dell'edificio 01 (C), in corrispondenza dell'area pavimentata esistente sul lato nord; dovranno essere privilegiati materiali e tecnologie contemporanei, non emulativi delle caratteristiche dell'edilizia tradizionale rurale e tali da non determinare occlusioni o impatti rilevanti sull'edificato storico circostante e il nuovo manufatto si dovrà configurare come una struttura reversibile, leggera, prevalentemente vetrata e ad un solo livello, che non interferisca significativamente con la percezione del complesso antico, e che garantisca la conservazione della pavimentazione esistente, anche in vista di un eventuale futuro smontaggio della struttura stessa.

L'edificio destinato a camere sarà localizzato a sud dell'edificio 06 (D), a est della strada interna che si sviluppa intorno al complesso principale, in modo da non alterarne i rapporti gerarchici; il fabbricato dovrà riprendere, anche reinterpretandole, le tipologie tradizionali degli edifici secondari presenti nel contesto, impiegando materiali e tecnologie coerenti con essi; dovrà essere evitata la realizzazione di ulteriori superfici pavimentate eccedenti eventuali semplici percorsi pedonali di accesso e di recinzioni o altri elementi - anche vegetazionali - di suddivisione degli spazi adiacenti all'edificio.

È infine ammessa la realizzazione di due campi da padel nell'area a sud-est (E), in continuità e a completamento degli impianti sportivi scoperti esistenti. Non sono in ogni caso ammessi significativi rimodellamenti del suolo o la realizzazione di nuovi percorsi con superficie impermeabile.

Schema di riferimento

Art. 131 Ampliamento della struttura ricettiva di Monteropoli (AT6.03)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del complesso ricettivo esistente integrando gli spazi destinati ai servizi e alle superfici accessorie di supporto all'attività - in particolare cucina, ristorante, area benessere, sala conferenze -.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 60.410 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 300 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

vincolo idrogeologico, in parte;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Le nuove superfici saranno realizzate prevalentemente - per una SE massima di 200 mq. - come ampliamento degli edifici esistenti, ai quali è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5). I volumi in ampliamento avranno caratteristiche analoghe all'edificato esistente, con il quale dovranno risultare totalmente integrati; è ammessa la realizzazione di un livello interrato, entro il sedime in ampliamento, da destinare a locali tecnici e/o spazi accessori con caratteristiche tali da risultare esclusi dal computo della Superficie edificabile (SE).

L'ulteriore SE ammessa (massimo 100 mq.) potrà essere prevista per la realizzazione di una nuova struttura, destinata a sala ristorante, da localizzare in prossimità dell'edificato esistente; dovranno essere privilegiati materiali e tecnologie contemporanei, non emulativi delle caratteristiche dell'edilizia tradizionale rurale e il nuovo manufatto si dovrà configurare come una struttura reversibile, leggera, prevalentemente vetrata, che non interferisca significativamente con la percezione del complesso di matrice storica.

È ammessa inoltre l'installazione di una tettoia fotovoltaica, con le caratteristiche definite all'art. 72 delle presenti Norme, a copertura dei posti auto già realizzati a nord-ovest (A), sfruttando anche la presenza del muro di contenimento che delimita lo spazio di sosta verso il pendio; tale tettoia potrà in questo caso avere ingombro planimetrico a terra fino ad un massimo di 450 mq.

Nelle sistemazioni esterne dovrà essere evitata l'introduzione di nuove superfici impermeabilizzate e la realizzazione di nuova viabilità; gli spazi verdi potranno essere attrezzati per la fruizione pedonale, anche con percorsi fitness e per l'attività sportiva informale, purché con materiali e forme coerenti al contesto rurale e senza rimodellamenti del suolo.

Schema di riferimento

Art. 132 Ampliamento della struttura ricettiva delle Fontanelle (AT6.04)

1. Il progetto prevede l'ampliamento del complesso ricettivo esistente integrando gli spazi destinati ai servizi e alle superfici accessorie di supporto all'attività - in particolare area benessere, spazi per cooking class, magazzini e depositi per attrezzature - nella parte che ospita il centro della struttura alberghiera (Le Fontanelle), oltre al completo recupero della Villa del Cerreto/Podere il Mandorlo per attività turistico-ricettive.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 39.725 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 150 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici, in parte;

vincolo idrogeologico, in parte;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005);

nella ricognizione del PIT-PPR l'area risulta in parte molto marginale interessata dal vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (boschi).

5. Disposizioni specifiche:

Le nuove superfici saranno realizzate come ampliamento degli edifici esistenti del complesso a nord denominato le Fontanelle (edifici 01, 02, 03 e 04), ai quali è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5), oppure anche in aderenza a vani tecnici esistenti nella pertinenza dello stesso complesso. I volumi in ampliamento avranno caratteristiche analoghe all'edificato esistente, con il quale dovranno risultare totalmente integrati; è ammessa la realizzazione di un livello interrato, entro il sedime in ampliamento, da destinare a locali tecnici e/o spazi accessori con caratteristiche tali da risultare esclusi dal computo della Superficie edificabile (SE).

Per il complesso a su (Villa del Cerreto/Podere il Mandorlo) all'edificio 05 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2), all'edificio 06 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3) e all'edificio 07 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Nelle sistemazioni esterne dovrà essere evitata l'introduzione di nuove superfici impermeabilizzate; gli spazi verdi potranno essere attrezzati per la fruizione pedonale, anche con percorsi fitness e per l'attività sportiva informale, purché con materiali e forme coerenti al contesto rurale.

È ammessa la realizzazione di una piscina nella pertinenza della Villa del Cerreto/Podere il Mandorlo, con le caratteristiche definite all'art. 72 delle presenti Norme.

Schema di riferimento

Art. 133 bis Potenziamento della struttura ricettiva a Dievole (AT6.06)

1. Il progetto prevede il miglioramento dell'offerta turistica nel complesso esistente destinando una parte degli immobili esistenti e alcuni volumi aggiuntivi all'attività ricettiva di tipo alberghiero, affiancando le attività agricole e quelle agrituristiche già presenti, quindi senza snaturare il carattere agricolo principale dei luoghi.

In particolare si prevede di dotare il complesso di nuovi spazi destinati ai servizi e alle superfici accessorie di supporto all'attività - ristorante, area benessere, lavanderia e depositi -, oltre agli spazi per le camere che saranno individuati negli edifici di antica formazione, per un massimo di 18 posti letto; parte dei locali potrà essere destinata alla vendita dei prodotti dell'azienda.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere favorevole con condizioni in data 04/05/2018 e in data 09/09/2024.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 28.845 mq.

Superficie edificabile (SE) massima aggiuntiva complessiva: 810 mq.; è consentita inoltre la realizzazione di un volume seminterrato per locali accessori e autorimessa con caratteristiche tali da risultare escluso dal computo della Superficie Edificabile, per una Superficie Coperta massima di 1.000 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2 (a valle)

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Progetto Unitario Convenzionato; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

aree di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

vincolo idrogeologico.

5. Disposizioni specifiche:

Tutti gli interventi dovranno essere finalizzati alla valorizzazione del complesso, assicurando la tutela dell'edificato e degli elementi costitutivi degli spazi aperti di matrice storica, come le pavimentazioni antiche in pietra e il tracciato principale che appartiene alla viabilità minore da mantenere, che potrà essere migliorata anche con la ricostituzione di un corredo arboreo paesaggisticamente coerente con il contesto.

Le nuove superfici saranno realizzate come modeste aggiunte coerenti all'impianto consolidato o ampliamento degli edifici esistenti, escludendo quelli di più elevato pregio architettonico e storico documentale. Dovranno per questo essere individuate soluzioni tali da evitare l'alterazione degli spazi di maggiore valore e della percezione del complesso nel suo impianto di antica formazione, conservando la leggibilità della struttura insediativa storica.

Per la Cappella della fattoria di Dievole (02), vincolata ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2204 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), è prevista la disciplina di intervento di tipo 1 (t1).

Agli edifici 01 e 03 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 2 (t2); agli edifici 04 e 06 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3); agli edifici 07 e 08 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 4 (t4).

All'edificio 05 (scuderie) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3), ferma restando la tutela del giardino storico (B).

All'annesso 12 è attribuita la disciplina di intervento di tipo 3 (t3), conservando la piccola aia adiacente a est (E) delimitata dal muro a retta. Nell'area a est (D), in parte occupata da manufatti diruti, è ammessa la realizzazione di un nuovo edificio per una SE non superiore a 500 mq.; il nuovo volume, posto in corrispondenza del salto di quota segnato dal muro a retta, avrà un solo livello fuori terra (a monte) e due piani a valle, risultando seminterrato. Lo spazio tra il nuovo volume e l'area dell'attuale piscina (F) sarà sistemato per le attività all'aperto, in parte pavimentato purché con materiali e forme coerenti al contesto rurale, con possibilità di eventuale adeguamento delle dotazioni per la piscina nei limiti di quanto definito dall'art. 72 delle presenti Norme.

All'edificio 09 (la cantina) è attribuita la disciplina di intervento di tipo 6 (t6), fermo restando l'adozione di soluzioni progettuali orientate al miglioramento dell'inserimento nel contesto di matrice storica; è in particolare ammesso il rifacimento del corpo giustapposto sul lato ovest (A), adibito a reception, con possibilità di ampliamento per una SE massima di 15 mq.

Gli edifici 10 e 11, ai quali è attribuita la disciplina di intervento di tipo 6 (t6), sono destinati ad ospitare la spa e il nuovo ristorante, per il quale è consentito un ampliamento per una SE massima di 295 mq. (su un unico livello) nell'area a est (C) attualmente occupata da un parcheggio a raso; è ammessa l'installazione di pergole per l'ombreggiamento in adiacenza agli edifici, ferma restando la tutela del giardino storico (B).

Nell'area immediatamente a nord della cantina (G) è prevista la realizzazione di un volume seminterrato, sfruttando il dislivello del terreno esistente, segnato dal muro a retta, destinato ai locali tecnici e agli spazi accessori (deposito e lavanderia) e all'autorimessa; la copertura sarà utilizzata come parcheggio a raso (ripristinando l'attuale uso di quell'area), con eventuali strutture leggere di ombreggiamento. Ulteriori spazi per la sosta carrabile, necessari in conseguenza del diverso utilizzo dell'area C, saranno reperiti più a monte (I), accanto al parcheggio a raso esistente confermato (H), con caratteristiche di reversibilità (pavimentazioni permeabili) e dotazioni di alberature per l'ombreggiamento e l'ambientazione.

Pur in assenza di beni di interesse archeologico sottoposti a provvedimenti dichiarativi (artt. 12 e 13 del D.lgs. 42/2004), dovranno comunque essere prese le necessarie precauzioni e in caso di ritrovamento di eventuali reperti dovranno essere informate le autorità competenti e richieste le eventuali autorizzazioni a procedere.

Gli interventi dovranno garantire l'assenza di impatti negativi sulla rete ecologica e in particolare sui corsi d'acqua presenti nell'area (Arbia, Campeta e Ragnaia), escludendo l'immissione diretta o indiretta di scarichi non depurati e eventuali prelievi in falda per l'approvvigionamento idrico (tramite pozzi) che determinino criticità sui corridoi fluviali. Per gli usi non potabili dovranno essere predisposti sistemi di raccolta e utilizzo delle acque pluviali e di eventuali acque depurate tramite accumulo in cisterne interrate.

Dovrà inoltre essere mantenuto in efficienza il reticolo idraulico minore, evitandone l'alterazione all'interno e all'esterno del complesso.

Schema di riferimento

Art. 134 Nuova sosta camper in località Calcaia (ATC6.01)

1. Il progetto prevede la realizzazione di un'area destinata alla sosta di turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomi e mobili, per un massimo di 20 piazzole, su un lieve pendio lungo la viabilità comunale.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere favorevole con condizioni in data 10/05/2021 e in data 09/09/2024.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 4.945 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 40 mq.

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: -

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. g (bosco);

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Tutte le strutture e le sistemazioni previste saranno predisposte in modo da garantire l'integrità del bosco, salvaguardando le alberature esistenti e mantenendo la permeabilità del suolo fatta eccezione per la piazzola di scarico.

Il sistema di illuminazione sarà studiato in modo da ridurre al minimo l'inquinamento luminoso e l'interferenza con l'ambiente naturale.

La recinzione dell'area sarà provvista anche di schermature costituite da elementi vegetazionali coerenti al contesto rurale.

Le piazzole di sosta, individuate nelle radure tra l'alta vegetazione, saranno rese accessibili utilizzando e prolungando i tracciati preesistenti all'interno dell'area, da adeguare per quanto strettamente necessario alla percorribilità carrabile, mantenendo il fondo non impermeabile.

È inoltre ammessa la realizzazione di un volume a un piano destinato ai servizi igienici di uso comune, da localizzare in modo da minimizzarne la visibilità dalla viabilità pubblica. L'area sarà dotata infine di un depuratore interrato e di uno spazio per la raccolta dei rifiuti.

Tutti gli interventi di sistemazione dovranno garantire la corretta regimazione delle acque meteoriche.

Art. 135 Riqualificazione dell’area dell’ex Fornace in località Scheggiolla (ATC6.02)

1. Il progetto prevede la riqualificazione dell'area dell'ex Fornace, in precedenza utilizzata come impianto di produzione di calce e di inerti per manufatti stradali e da tempo in condizioni di abbandono e di degrado, con destinazione turistico-ricettiva (d1) - albergo e/o residenze turistico-alberghiere e servizi connessi -.

L'intervento, posto nel territorio rurale, è stato oggetto di Conferenza di Copianificazione, che ha espresso parere favorevole con condizioni in data 10/05/2021.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 29.230 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 2.000 mq. (dei quali 1.160 mq. da riuso o demolizione e ricostruzione di volumi esistenti)

numero alloggi massimo: -

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: -

opere ed attrezzature pubbliche: -

3. Modalità di attuazione: Piano Attuativo; nella convenzione saranno stabilite dotazioni e opere pubbliche da realizzare, finalizzate alla manutenzione ed alla migliore qualificazione del territorio rurale, in particolare per quanto attiene a viabilità e percorsi di uso pubblico, oltre a adeguati impegni per quanto riguarda la conduzione agricola dei terreni limitrofi riconducibili alla stessa proprietà, le relative opere di sistemazione idraulica e le opere di miglioramento agricolo ambientale.

4. Vincoli e tutele:

vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque) (in parte);

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Il nuovo impianto dovrà valorizzare la conformazione del suolo esito delle forti trasformazioni dovute alle attività pregresse, prevedendo solo limitati rimodellamenti ove finalizzati a regolarizzare gli spazi e a garantire la stabilità delle parti in pendio; sono ammessi un modesto ampliamento del terrapieno esistente e la formazione di superfici pianeggianti fruibili raccordate da terrazzamenti/ciglionamenti e/o rampe.

I nuovi volumi (previa demolizione dei fabbricati e dei manufatti esistenti nella parte più in alto), i parcheggi e l'eventuale piscina saranno distribuiti ai differenti livelli, sfalsati tra loro, ottimizzando l'uso degli spazi seminterrati derivanti dai salti di quota, in particolare per i servizi complementari all'attività ricettiva, in modo da ridurre il più possibile l'impatto dell'insediamento, integrandolo nel peculiare contesto risultante dall'attività di cava.

Le superfici impermeabilizzate dovranno essere ridotte al minimo, prevedendo l'impiego di materiali permeabili o semi-permeabili. Gli spazi per il parcheggio a raso dovranno essere adeguatamente equipaggiati con alberature e vegetazione per l'ombreggiamento e l'ambientazione; dovranno essere privilegiate soluzioni accorpate, evitando in ogni caso la creazione di una rete viaria carrabile interna estesa (salvo quanto necessario per motivi di sicurezza e emergenza).

Gli spazi verdi potranno essere attrezzati per la fruizione pedonale, anche con percorsi fitness e per l'attività sportiva informale, purché con materiali e forme coerenti al contesto rurale.

È previsto il recupero degli edifici meno recenti posti nella parte in basso (la fornace vera e propria), a est, in corrispondenza del ponte sul Fosso Scheggiolla, dove saranno localizzati la reception e altri spazi di uso comune; a tali edifici è attribuita la disciplina di intervento di tipo 5 (t5).

Capo IX Trasformazioni nella UTOE 7 – Monteaperti, San Piero

Art. 136 Completamento residenziale in via San Piero a San Piero (AT7.01)

1. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale a completamento del tessuto edificato esistente con integrazione delle dotazioni pubbliche.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 1.435 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 220 mq.

numero alloggi massimo: 3

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 25%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione di parcheggi privati di uso pubblico per almeno per almeno 8 posti auto (200 mq.), in ampliamento al parcheggio esistente.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

aree di pertinenza degli aggregati;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

I nuovi volumi dovranno inserirsi nel contesto valorizzandone le caratteristiche e il rapporto con l'edificato di matrice storica dei Rospi e con il territorio rurale.

Il margine verso la campagna, a ovest, dovrà essere sistemato con piantumazione di alberature e arbusti tipici dei luoghi; dovrà inoltre essere mantenuto inalterato l'attuale assetto della scarpata verde con piante di ulivo lungo la strada che porta ai Rospi.

Art. 137 Riqualificazione urbana in via San Piero a San Piero (AT7.02)

1. Il progetto prevede la demolizione di un edificio produttivo in dismissione con ricostruzione parziale a destinazione residenziale.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 675 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 140 mq.

numero alloggi massimo: 2

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 25%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 5 posti auto (125 mq.), da posizionare lungo strada.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

aree di pertinenza degli aggregati;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

Il nuovo edificio residenziale dovrà collocato in posizione arretrata rispetto all'attuale fronte, in modo da garantire adeguati requisiti di privacy rispetto all'edificio residenziale adiacente.

Art. 138 Completamento residenziale e ridefinizione del margine urbano in via San Piero a San Piero (AT7.03)

1. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale di completamento con integrazione degli spazi pubblici.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 4.220 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 600 mq.

numero alloggi massimo: 8

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 16 posti auto (400 mq.);
  • cessione di area da destinare a verde pubblico per almeno 1.500 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

L'accesso carrabile all'insediamento e al parcheggio pubblico dovranno essere posizionati a sud, dove è minore il dislivello rispetto alla viabilità principale. L'area per la sosta carrabile pubblica e soprattutto l'area da destinare a verde, da posizionare preferibilmente a nord e direttamente accessibile dalla strada, garantiranno il mantenimento di ampi varchi visuali verso la campagna.

Lungo il margine verso la campagna, a valle, dovrà essere predisposta una fascia arborea e arbustiva di compensazione e di filtro, impiegando formazioni vegetali e specie tipiche degli ambienti rurali di cui al precedente art. 50, da integrare alle pertinenze private e agli spazi aperti di uso pubblico.

L'edificato dovrà essere coerente a orientamento e giaciture dei fabbricati circostanti.

Art. 139 Completamento residenziale e ridefinizione del margine urbano in via dei Ghibellini, via C. Ceccolini a Monteaperti (AT7.04)

1. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale di completamento con integrazione degli spazi pubblici e riqualificazione di aree intercluse.

2. Dimensionamento:

area di intervento (ST): 4.205 mq.

Superficie edificabile (SE) massima: 600 mq.

numero alloggi massimo: 8

numero piani fuori terra massimo: 2

Indice di Copertura massimo: 30%

opere ed attrezzature pubbliche:

  • realizzazione e cessione di parcheggio pubblico per almeno 20 posti auto (500 mq.);
  • cessione di area da destinare a verde pubblico per almeno 1.250 mq.

3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.

4. Vincoli e tutele:

area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;

aree sensibili di classe 2 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;

vincolo idrogeologico;

zone di protezione dall'inquinamento luminoso (L.R. 39/2005).

5. Disposizioni specifiche:

La nuova edificazione sarà posizionata nella parte nord, destinando a verde pubblico la fascia inedificata a ovest in modo da consentire il collegamento pedonale con via Ceccolini.

L'accesso carrabile sarà da via dei Ghibellini.

Lungo il margine verso la campagna dovrà essere predisposta una fascia arborea e arbustiva di compensazione e di filtro, impiegando formazioni vegetali e specie tipiche degli ambienti rurali di cui al precedente art. 50, da integrare alle pertinenze private e allo spazio aperto di uso pubblico.

Titolo XII Aree estrattive

Art. 140 Aree destinate ad attività di cava (ADE)

1. Sulla base della Variante di adeguamento al Piano Regionale Cave (PRC) approvata con D.C.C. 26 del 24/04/2024 sono individuate nelle Tavole di progetto del PO le seguenti aree destinate ad attività di cava:

  • area del giacimento Pancole (ADE_PA1 e ADE_PA2);
  • area del giacimento Castelnuovo Scalo (ADE_CS1 e ADE_CS2).

2. In tali aree la coltivazione è consentita mediante intervento diretto convenzionato.

3. La progettazione e l'attività estrattiva conseguente autorizzata dovrà essere realizzata secondo la normativa vigente in materia, ovvero L.R. 35/2015, D.P.G.R. 72/R/2015 e Disciplina del PRC vigente oltre alle altre normative di riferimento per le tematiche specifiche associate all'attività estrattiva quali gestione della regimazione delle acque meteoriche dilavanti (AMD) e gestione dei rifiuti di estrazione ed altre tematiche che possono emergere nella progettazione e nelle attività autorizzate. L'obiettivo primario è quello di garantire un'attività sostenibile con il minor impatto paesaggistico e naturalistico possibile e con la massima sicurezza per le maestranze e per i fruitori delle aree limitrofe.

4. Disposizioni comuni per le ADE

Al fine di garantire che le attività estrattive siano eseguite senza determinare impatti significativi sullo stato di conservazione di habitat e specie dei siti della Rete Natura 2000 comunale e, più in generale, sull'intero Sistema della Biodiversità regionale, come definito dall'art. 5 della L.R. 30/2015, ovvero che non pregiudichino il mantenimento dell'integrità dei siti Rete Natura 2000 con riferimento ai relativi obiettivi di conservazione di habitat e specie fissati - in modo sia generico che specifico - dalle D.G.R. n. 454/2008 e 1223/2015, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo):

  • CO-GEN-01 · Il progetto/intervento/attività verrà realizzato nel periodo 31 agosto-1 marzo, al fine di limitare possibili interferenze con la fase riproduttiva della maggior parte della fauna di interesse conservazionistico e le attività di cantiere saranno comunque sempre limitate alle ore in cui si dispone di luce naturale. In caso di cantieri fissi, se necessario, le lavorazioni potranno proseguire anche nel periodo 2 marzo-30 agosto esclusivamente in quelle aree che sono state interessate dai lavori in data antecedente e purché gli stessi non abbiano subito interruzioni.
  • CO-GEN-02 · Per l'accesso veicolare all'area interessata dal progetto/intervento/attività sarà utilizzata la viabilità permanente già esistente. La realizzazione e l'utilizzo di piste temporanee, di larghezza massima di 3 ml., sarà limitata ai casi in cui sia stata verificata l'assenza di alternative di accesso tramite viabilità permanente e a condizione che il tracciato proposto non interferisca con habitat di interesse comunitario.
  • CO-GEN-03 · Per impianti arborei/arbustivi (fatta eccezione per gli impianti di arboricoltura da legno e per gli impianti arborei da frutto) ed inerbimenti saranno utilizzate specie autoctone di provenienza certificata ecologicamente compatibili con l'area di destinazione (per il materiale forestale di propagazione si rinvia al Titolo V, Capo III della Legge forestale regionale); l'elenco di tali specie sarà incluso negli elaborati progettuali. Per gli impianti sono previsti piani di manutenzione che garantiscano cure colturali per almeno tre anni dalla messa a dimora e risarcimenti delle eventuali fallanze.
  • CO-GEN-04 · Nel corso dei lavori sarà prevista l'adozione di accorgimenti per evitare la dispersione nell'aria, sul suolo e nelle acque di polveri, rifiuti, contenitori, parti di attrezzature o materiali utilizzati quali malte, cementi e additivi e sostanze solide o liquide derivanti dal lavaggio e dalla pulizia o manutenzione delle attrezzature e in generale qualsiasi tipo di rifiuto. Al termine dei lavori non residueranno rifiuti che verranno recuperati e smaltiti secondo la normativa vigente.
  • CO-GEN-05 · È esclusa qualsiasi opera di impermeabilizzazione dei terreni che modifichi la natura dei suoli e alteri la circolazione idrologica superficiale e profonda dell'area in progetto.
  • CO-GEN-06 · È prevista una ricognizione per la verifica della presenza di specie vegetali alloctone invasive nell'area di intervento (es. Robinia, Ailanto, Gaggia ecc.) e, nel caso di rinvenimento di dette specie, si provvederà a mettere in atto idonee azioni di contenimento finalizzate ad evitare la dispersione all'intorno di loro propaguli tra le quali, ad esempio, con riferimento alle specie legnose arbustive o arboree: a) in caso di presenza di individui isolati non sarà effettuato il taglio al colletto per evitare di favorirne il ricaccio; b) in caso di presenza di vegetazione diffusa o di nuclei (ad eccezione dei cedui puri di robinia, per i quali ci si atterrà a quanto previsto dall'art 22 del Regolamento forestale) capitozzatura o ceduazione con rilascio del pollone più debole e aduggiato, esecuzione in tempi diversi degli interventi a carico delle specie alloctone rispetto a quelli sulle specie autoctone, rilascio di tutte le piante legnose di origine autoctona, poste all'intorno, per un raggio di 15 ml. misurati sul terreno dagli individui della specie invasiva per favorire l'aduggiamento della specie alloctona e deprimerne lo sviluppo.
  • CO-GEN-07 · Al termine delle attività sarà garantito il ripristino morfologico e vegetativo dello stato dei luoghi di aree di cantiere, di deposito temporaneo, di stoccaggio dei materiali, delle eventuali piste temporanee di servizio, con eventuale utilizzo di idoneo miscuglio erbaceo autoctono per evitare l'erosione del suolo. A tal fine il terreno eventualmente rimosso durante gli scavi sarà accantonato e riposizionato a fine lavori.
  • CO-IDR-04 · Verrà preservata dal taglio e dallo sfalcio una fascia di vegetazione pari ad almeno 10 ml. dal ciglio esterno di sponda al fine di salvaguardare gli habitat e gli habitat di specie di interesse conservazionistico eventualmente presenti. In caso di presenza di rilevato arginale con piede posto ad una distanza inferiore a 10 ml. dal ciglio esterno di sponda, laddove sia già presente una viabilità finalizzata a consentire il passaggio di mezzi d'opera per interventi ricorrenti di manutenzione, vigilanza e controllo dei paramenti arginali, sarà salvaguardata tale intera fascia tenendo comunque libero da vegetazione arborea ed arbustiva il piede arginale per una fascia di ampiezza massima di 4 ml.
  • CO-EDI-05 · Sarà verificata preventivamente la presenza di nidi o rifugi di specie animali di interesse comunitario e, nel caso di rinvenimento, l'intervento sarà temporalmente programmato in modo da rispettare il ciclo vitale e riproduttivo della specie; in caso di necessità di manipolazione di specie faunistiche di cui all'allegato D del D.P.R. 357/1997 verrà richiesta l'autorizzazione Ministeriale, ai sensi dell'art. 11 comma 1 del suddetto Decreto.
  • CO-EDI-13 · Le aree di cantiere saranno chiaramente identificate e delimitate ed il movimento dei mezzi e lo stoccaggio dei materiali sarà effettuato in modo tale da limitare il più possibile il danneggiamento della vegetazione circostante; a tal fine sarà previsto l'utilizzo di aree già alterate/antropizzate, se presenti.
  • CO-EDI-14 · Sarà garantita la regimazione delle acque meteoriche delle aree di cantiere con modalità tali da evitare il trasporto nel reticolo idraulico superficiale di materiali che ne producano la torbidità e/o la dispersione di sostanze inquinanti.
  • CO-FOR-15 · Verrà preservata dal taglio una fascia di vegetazione pari ad almeno 10 ml. dal ciglio esterno di sponda o arginale di tutti i corsi d'acqua e dei fossi, anche a flusso non permanente, riportati su CTR in scala 1: 10.000.
  • CO-AGR-03 · Sarà assicurato il ripristino ed il corretto funzionamento del sistema di regimazione delle acque meteoriche in modo da evitare l'innesco di fenomeni erosivi e gravitativi.
  • CO-AGR-07 · Gli interventi sulla vegetazione arbustiva posta al confine dei campi garantiranno comunque la permanenza di siepi e filari in quanto elementi strutturali del paesaggio tradizionale con spiccata valenza ecologica, come indicato dall'invariante II "I caratteri ecosistemici dei paesaggi" del PIT-PPR. Tali elementi saranno individuati negli elaborati progettuali su specifica cartografia redatta a scala adeguata.
  • CO-REC-01 · Per evitare il dilavamento dei suoli e l'innesco di fenomeni erosivi, le opere di piantumazione della vegetazione verranno precedute da interventi di rinverdimento, ad esempio mediante idrosemina, geostuoie e tecniche similari.
  • CO-REC-02 · La piantumazione di specie arboree avverrà utilizzando un sesto di impianto casuale con mescolanza di specie. Si provvederà ad effettuare irrigazioni di soccorso e ad attivare le cure colturali necessarie a garantire l'affermazione degli impianti per almeno tre anni dalla messa a dimora.
  • CO-REC-03 · Qualora il carico di ungulati risultasse significativo per l'area di intervento, il postime verrà protetto con appositi shelter.
  • CO-REC-04 · La gestione del verde avverrà senza l'utilizzo di fitofarmaci, fertilizzanti e diserbanti, nel rispetto del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (adottato in Italia con Decreto Interministeriale 22/01/2014), ricorrendo a tecniche e a composti alternativi propri dell'agricoltura biologica ad eccezione di eventuali interventi previsti ai sensi di CO-GEN-06.
  • CO-REC-05 · Per la ricostituzione di prati verranno impiegate le tecniche e le specie indicate nel manuale "Specie erbacee spontanee mediterranee per la riqualificazione di ambienti antropici", pubblicato da ISPRA e Ministero dell'Ambiente (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manualilineeguidamanuale_86_2013.pdf).
  • CO-URB-02 · Le previsioni di trasformazione, comprese quelle infrastrutturali, perseguono l'obiettivo generale di garantire la funzionalità ecologica dell'area, evitando l'impermeabilizzazione del suolo e prevedendo il mantenimento e il miglioramento delle dotazioni ecologiche (alberature, nuclei e fasce boscate, siepi, ecc.).
  • CO-URB-03 · Le previsioni che interessano il territorio rurale perseguono la tutela e la conservazione degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario ad alta valenza ecologica presenti (es. stagni, laghetti, acquitrini, prati umidi, maceri, torbiere, sfagneti, pozze di abbeverata, sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali di pianura e di collina come muretti a secco, terrazzamenti, acquidocci, canalette, fossi, siepi, filari alberati, alberi camporili, canneti, risorgive e fontanili, vasche in pietra, lavatoi, abbeveratoi, pietraie); i relativi interventi di ripristino dovranno essere realizzati tramite tecniche tradizionali che consentano la permanenza della funzionalità ecologica.
  • CO-URB-04 · Le previsioni di trasformazione localizzate in prossimità dei corsi d'acqua dovranno attestarsi ad una adeguata distanza e prevedere il miglioramento della qualità ecologica dell'ambito fluviale tramite il mantenimento, il potenziamento e la riqualificazione della vegetazione ripariale, al fine di conservare e ove necessario migliorare i livelli di qualità delle acque, della naturalità dell'alveo e delle zoocenosi; particolare attenzione sarà riservata alle modalità di depurazione adottate, improntate alla massima efficienza del trattamento.
  • CO-URB-06 · Le previsioni che confinano con gli spazi aperti prevederanno la realizzazione lungo i margini di fasce tampone, costituite da filari arborei arbustivi di varie specie autoctone e realizzate internamente alle aree oggetto di trasformazione; sarà inoltre garantito il mantenimento delle specie arboree presenti, qualora autoctone e coerenti con il contesto paesaggistico.
  • CO-URB-07 · Le previsioni di trasformazione non dovranno interferire con la connettività ecologica, attraverso la conservazione degli spazi aperti e dei varchi tra gli insediamenti e limitando la costruzione di muretti e recinzioni impermeabili alla fauna, ai quali preferire la realizzazione di siepi e/o staccionate.
  • CO-URB-08 · In caso di diffusa presenza di specie vegetali alloctone invasive nell'ambito interessato dalla previsione di trasformazione o nelle immediate vicinanze, si provvederà a sostituirle con specie autoctone coerenti con il contesto paesaggistico.
  • CO-URB-09 · L'attuazione delle previsioni di recupero, al fine di non interferire con i periodi più sensibili per la fauna del sito, dovrà essere preceduta da indagini di dettaglio al fine di adottare misure atte a tutelare le popolazioni eventualmente presenti.
  • CO-URB-10 · In fase di attuazione delle previsioni saranno evitate azioni di disturbo che alterino la struttura e la funzionalità degli ecosistemi (forestale e agro-pastorale), anche rispetto alle specie faunistiche presenti.
  • CO-new-03 · Miglioramento della permeabilità ecologica delle aree agricole anche attraverso la ricostituzione degli elementi vegetali lineari e puntuali e la creazione di fasce tampone lungo gli impluvi.
  • CO-new-04 · Obbligo di impiego di tecniche di sfalcio poco invasive (barra d'involo o altro).
  • CO-new-05 · Non saranno interessate dagli interventi (incluso il transito dei mezzi) eventuali pozze e zone con ristagno idrico, anche a carattere temporaneo.
  • CO-new-06 · Sarà evitato l'utilizzo, durante le varie fasi di lavoro, dei corsi d'acqua presenti nell'area d'intervento. L'eventuale attraversamento trasversale sarà effettuato in punti opportunamente predisposti adottando accorgimenti tali da garantire la salvaguardia dell'ittiofauna secondo le "Direttive regionali per la manutenzione dei corsi d'acqua e per la protezione e conservazione dell'ecosistema toscano", allegate alla D.G.R. n. 1315 del 28/10/2019.

Al fine di garantire un limitato impatto paesaggistico, il rilascio di un nuovo titolo autorizzativo riferito a un nuovo lotto, rispetto a quello già autorizzato, potrà essere rilasciato solo dopo che nel lotto precedente sia accertato l'inizio delle attività di ripristino ambientale.

Il completamento delle attività di ripristino ambientale dei singoli lotti dovrà terminare entro due anni dall'inizio delle attività di ripristino, prorogabile al massimo per un anno.

Al fine di prevenire il danneggiamento della vegetazione, della flora e della fauna ad opera di scavi, polveri ed intorbidamento delle acque, dovrà essere mantenuta una adeguata fascia di rispetto pari ad almeno 10 ml. tra il perimetro della coltivazione e gli elementi della rete ecologica locale di maggior rilievo, segnatamente riconducibili a corridoi ripariali, siepi e siepi alberate, eventuali alberi camporili ecc.

L'attività di ripristino ambientale potrà prevedere la realizzazione di laghi ad uso irriguo.

5. Disposizioni specifiche per Pancole (ADE_PA1 e ADE_PA2)

L'attività estrattiva dovrà svolgersi secondo lotti distinti in numero minimo di 2, all'interno della ADE_PA.

Qualora in fase di progettazione della coltivazione del giacimento si dovessero prevedere interventi di escavazione in corrispondenza delle formazioni vegetazionali individuate nella Carta del processo logico e metodologico per la perimetrazione delle A.D.E. (Variante al Regolamento Urbanistico di adeguamento al Piano Regionale Cave) "Sito 09052006017001 - Pancole" come "Siepi e siepi arborate in ambito agricolo, anche lungo impluvi e con presenza di vegetazione riparia" sarà necessario - coerentemente con quanto previsto dalla L.R. 39/2000 (Legge forestale della Toscana) e dal D.P.G.R. n. 43/R/2003 (Regolamento attuativo della L.R. n. 39/2000) - si dovrà verificare la reale presenza di piante forestali tutelate non comprese nei boschi (artt. 55 e 56 del Regolamento forestale regionale). Nel caso di verifica positiva sarà necessario procedere - contestualmente alla richiesta di autorizzazione alla coltivazione del giacimento - con richiesta di abbattimento di "piante forestali tutelate non comprese nei boschi" ex artt. 55 e 56 del Regolamento forestale regionale.

In riferimento ai siti della Rete Natura 2000 comunale e, più in generale, al Sistema della Biodiversità regionale, oltre a quelle definite al precedente comma 4, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo):

  • CO-IDR-06 · Gli interventi di taglio della vegetazione verranno effettuati senza l'ausilio di mezzi d'opera, con mezzi condotti a mano (inclusi decespugliatori e motoseghe).
  • CO-IDR-08 · Per gli spostamenti nell'ambito del cantiere i mezzi impiegati utilizzeranno percorsi fissi e invariati in modo da ridurre al massimo le zone di disturbo ed evitare per quanto possibile il transito nella sezione di alveo bagnato; a tale scopo tra gli elaborati della progettazione esecutiva sarà presente apposita cartografia con la localizzazione di tali percorsi che dia atto della non interferenza con aree delicate sotto il profilo naturalistico.
  • CO-IDR-09 · La movimentazione dei sedimenti in alveo sarà limitata ad interventi puntuali in corrispondenza di manufatti, finalizzati al ripristino ed alla stabilizzazione degli stessi.
  • CO-new-02 · Miglioramento della qualità degli ecosistemi forestali isolati e dei loro livelli di maturità e complessità strutturale.
  • CO-new-07 · In caso di taglio di alberi in deroga alle precedenti disposizioni o in caso di alberi che non rientrano nelle tutele precedenti, si impone l'obbligo di monitoraggio preventivo da parte di un tecnico al fine di tutelare specie avicole potenzialmente nidificanti, ai sensi ed in ottemperanza alla L. 157/1992.
  • CO-new-08 · I tagli di vegetazione verranno limitati a quanto strettamente necessario per la realizzazione dell'opera, salvaguardando in particolare le essenze arboree mature e la vegetazione di tipo ripariale ed idrofila.
  • CO-new-09 · Adozione di accorgimenti al fine di evitare l'intorbidimento delle acque dei corpi idrici circostanti a causa di dilavamento del materiale di scavo nell'area di cava.

L'attività di scavo all'interno dei lotti estrattivi dovrà svolgersi sempre sopra-falda naturale con un franco di sicurezza minimo di 0,50 ml.

L'attività di ripristino morfologico dovrà assicurare la messa a dimora di terreno che garantisca il recupero del sito per un uso agricolo ovvero il materiale messo in posto dovrà sottostare ai limiti di concentrazione riportati nella Tab. A dell'Allegato 5 del Titolo V, Parte IV del D.lgs. 152/2006. L'attività di ripristino morfologico potrà essere svolta utilizzando terre e rocce da scavo provenienti da siti esterni come anche materia prima secondaria proveniente da impianti autorizzati previo rispetto dei limiti di concentrazioni riportati nella Tab. A dell'Allegato 5 del Titolo V, Parte IV del D.lgs. 152/2006, ad esclusione del suolo. Il controllo del rispetto dei limiti geochimici suddetti dovrà svolgersi prima della messa in posto del materiale (per il materiale derivante dall'attività estrattiva autorizzata - materiale interno al cantiere) o prima del conferimento nel sito estrattivo autorizzato per i materiali provenienti dall'esterno del sito estrattivo autorizzato. Oltre a ciò il materiale da utilizzare per il ripristino morfologico, considerate le finalità di riqualificazione ecologica del corridoio fluviale del T. Arbia a fine coltivazione, dovrà presentare caratteristiche granulometriche proprie degli ambienti ripari e periripari, ossia materiali capaci di consentire la naturale oscillazione della falda nei contesti fluviali.

La progettazione e la relativa esecuzione degli interventi di ripristino ambientale delle aree estrattive a fine coltivazione - stante anche quella che dovrà, come meglio illustrato al punto successivo, essere la destinazione d'uso di fine coltivazione - dovranno prevedere: a) la realizzazione di siepi e siepi arborate di larghezza non inferiore a 5 ml. e in sviluppo lineare non inferiore a 40 ml. ogni ettaro di area ripristinata; b) la realizzazione, nella porzione di area estrattiva oggi interessata da aree tutelate per legge ex art. 142, comma 1, lettera c) del D.lgs. n. 42/2004 (Fiumi, torrenti e corsi d'acqua), di intervento di habitat restoration - secondo l'approccio delle NBS (Nature Based Solution) - finalizzato a ricreare formazioni boschive riparie a dominanza di pioppi e salici nell'ottica più vasta di ampliare e riqualificare il corridoio fluviale del T. Arbia il quale in questo tratto assume il valore ecologico di "corridoio ripario e fluviale frammentato e a minore connettività" (v. Carta del processo logico e metodologico per la perimetrazione delle A.D.E. della Variante al Regolamento Urbanistico di adeguamento al Piano Regionale Cave, "Sito 09052006017001 - Pancole"); c) l'impiego nella ricreazione delle formazioni vegetazionali di cui ai precedenti punti a) e b) in fase di ripristino ambientale di materiale vegetale di propagazione proveniente da ecotipi locali ossia proveniente da materiale di propagazione di base raccolto in un ambito analogo, soprattutto in termini pedoclimatici ed ecologici, a quello dell'area oggetto di ripristino. Laddove non disponibili è comunque necessario che il materiale vegetale di propagazione provenga da piante madri della Zona Climatica di Tolleranza (Winter Hardiness Zone) 9a, ossia quella caratteristica dell'area oggetto di intervento.

La destinazione d'uso a fine coltivazione è quella agricola, conformemente alle norme che disciplinano tali attività nel territorio rurale; le aree in adiacenza al corridoio fluviale del T. Arbia, infine, dovranno assumere il valore di aree naturali e seminaturali al fine di garantire una duratura efficacia dei previsti interventi di riqualificazione fluviale in fase di ripristino post-estrazione.

6. Disposizioni specifiche per Castelnuovo Scalo (ADE_CS1 e ADE_CS2)

Considerata la prossimità del sito alla ZSC/ZPS "Crete di Camposodo e Crete di Leonina", la progettazione dell'attività estrattiva dovrà essere sottoposta a valutazione di incidenza ai sensi dell'art. 88 della L.R. 30/2015.

L'attività estrattiva dovrà svolgersi secondo lotti distinti in numero minimo di 3, all'interno della ADE_CS.

Qualora in fase di progettazione della coltivazione del giacimento si dovessero prevedere interventi di escavazione in corrispondenza delle formazioni vegetazionali individuate nella Carta del processo logico e metodologico per la perimetrazione delle A.D.E. (Variante al Regolamento Urbanistico di adeguamento al Piano Regionale Cave) "Sito 090520060 - Castelnuovo Scalo", come "Siepi e siepi arborate in ambito agricolo, anche lungo impluvi e con presenza di vegetazione riparia" e/o "Arbusteti e cespuglieti decidui (mosaici di pruneti, ginestreti, roseti, roveti" sarà necessario - coerentemente con quanto previsto dalla L.R. 39/2000 (Legge forestale della Toscana) e dal D.P.G.R. n. 43/R/2003 (Regolamento attuativo della L.R. 39/2000) si dovrà verificare: a) per la formazione vegetazionale delle "Siepi e siepi arborate in ambito agricolo, anche lungo impluvi e con presenza di vegetazione riparia" la reale presenza di piante forestali tutelate non comprese nei boschi (artt. 55 e 56 del Regolamento forestale regionale) e b) la sussistenza - per la formazione vegetazionale degli "Arbusteti e cespuglieti decidui (mosaici di pruneti, ginestreti, roseti, roveti" - dei valori di estensione e densità previsti dalla Legge forestale toscana per le "aree assimilabili a bosco" (art. 3, comma 4 della L.R. 39/2000). Nel caso di verifiche positive sarà necessario contestualmente alla richiesta di autorizzazione alla coltivazione del giacimento procedere con: a) per la formazione vegetazionale delle "Siepi e siepi arborate in ambito agricolo, anche lungo impluvi e con presenza di vegetazione riparia" richiesta di abbattimento di "piante forestali tutelate non comprese nei boschi" ex artt. 55 e 56 del Regolamento forestale regionale; b) per la formazione vegetazionale degli "Arbusteti e cespuglieti decidui (mosaici di pruneti, ginestreti, roseti, roveti) richiesta di autorizzazione alla trasformazione del bosco, provvedendo al versamento degli oneri di rimboschimento compensativo previsti assolvendo a quanto richiesto dagli artt. 42 e 44 della dalla L.R. 39/2000 e dal relativo Regolamento forestale in merito agli obblighi di rimboschimento.

In riferimento ai siti della Rete Natura 2000 comunale e, più in generale, al Sistema della Biodiversità regionale, oltre a quelle definite al precedente comma 4, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo):

  • CO-FOR-07 · Saranno rilasciate tutte le piante appartenenti alle specie sporadiche, di cui all'elenco dell'art. 12 comma 1 del Regolamento forestale, quantunque presentanti diametro ridotto, includendovi anche il Carpino bianco, la Rovere, la Farnia, l'Ontano (Alnus spp.), il Salice (Salix spp.), il Corbezzolo ed il Bosso, quando tali specie sono presenti nel soprassuolo in forma sporadica, eccettuate le piante instabili, inclinate e deperienti il cui taglio è necessario per motivi di sicurezza.
  • CO-AGR-05 · Verrà salvaguardata l'integrità di sorgenti e fossi presenti nell'area di intervento, quali elementi funzionali alla conservazione della biodiversità di specie vegetali ed habitat di specie di animali; tali elementi saranno individuati negli elaborati progettuali su specifica cartografia redatta a scala adeguata.
  • CO-new-01 · Mantenimento ovvero ripristino di piccole raccolte d'acqua e pozze stagionali.

L'attività di cava dovrà essere svolta in massima sicurezza per le maestranze e senza peggiorare lo stato geomorfologico attuale. A tal fine in fase iniziale e per tutta la durata dell'attività con cadenza minima annuale dovrà essere effettuata una verifica di stabilità dei fronti di scavo per valutarne lo stato geomorfologico e conseguentemente la metodologia più adatta a garantire la sicurezza dei lavori.

L'attività di ripristino morfologico dovrà assicurare la messa a dimora di terreno che garantisca il recupero del sito per un uso agricolo, ovvero il materiale messo in posto dovrà sottostare ai limiti di concentrazione riportati nella Tab. A dell'Allegato 5 del Titolo V, Parte IV del D.lgs. 152/2006. L'attività di ripristino morfologico potrà essere svolta utilizzando terre e rocce da scavo proveniente da siti esterni come anche materia prima secondaria proveniente da impianti autorizzati previo rispetto dei limiti di concentrazioni riportati nella Tab. A dell'Allegato 5 del Titolo V, Parte IV del D.lgs. 152/2006, ad esclusione del suolo. Il controllo del rispetto dei limiti geochimici suddetti dovrà svolgersi prima della messa in posto del materiale (per il materiale derivante dall'attività estrattiva autorizzata - materiale interno al cantiere) o prima del conferimento nel sito estrattivo autorizzato per i materiali provenienti dall'esterno del sito estrattivo autorizzato.

La progettazione e la relativa esecuzione degli interventi di ripristino ambientale delle aree estrattive a fine coltivazione - stante anche quella che dovrà, come meglio illustrato al punto successivo, essere la destinazione d'uso di fine coltivazione - dovranno prevedere: a) la realizzazione di siepi e siepi arborate di larghezza non inferiore a 5 ml. e in sviluppo lineare non inferiore a 40 ml. ogni ettaro di area ripristinata; b) l'impiego, nella composizione delle suddette formazioni vegetazionali in fase di ripristino ambientale, di materiale vegetale di propagazione proveniente da ecotipi locali ossia proveniente da materiale di propagazione di base raccolto in un ambito analogo, soprattutto in termini pedoclimatici ed ecologici, a quello dell'area oggetto di ripristino. Laddove non disponibili è comunque necessario che il materiale vegetale di propagazione provenga da piante madri della Zona Climatica di Tolleranza (Winter Hardiness Zone) 9a, ossia quella caratteristica dell'area oggetto di intervento.

La destinazione d'uso a fine coltivazione è quella agricola, conformemente alle norme che disciplinano tali attività nel territorio rurale; le aree in adiacenza al Fosso del Gaggio e affluente dovranno assumere il valore di aree naturali e seminaturali al fine di garantire una duratura efficacia dei previsti interventi di riqualificazione fluviale in fase di ripristino post-estrazione.

Art. 141 Siti di reperimento Materiali Ornamentali Storici (MOS)

1. Sulla base della Variante di adeguamento al Piano Regionale Cave (PRC) approvata con D.C.C. 26 del 24/04/2024 è individuato nelle Tavole di progetto del PO il Sito di reperimento di Materiali Ornamentali Storici (MOS) di Groppole (MOS_GR).

2. In tale sito nelle operazioni di prelievo dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:

  • Ai sensi del comma 8 dell'art. 32 della Disciplina del PRC per i siti di reperimento di materiali ornamentali storici di cui al comma 3 lettera b), dai quali è consentito il prelievo di materiale, il Comune può autorizzare specifici prelievi secondo quanto disposto dall'articolo 49 della L.R. 35/2015 ove sia riscontrata la necessità di approvvigionamento esplicitamente richiamata nel progetto di restauro. Il progetto di restauro deve contenere, oltre alla volumetria necessaria, anche le modalità da adottarsi per l'estrazione ed il successivo ripristino dei luoghi interessati dall'escavazione e dal transito dei mezzi utilizzati. Il Comune privilegia il prelievo dei materiali giacenti nei siti di materiali ornamentali storici e nei relativi piazzali o ravaneti prima di iniziare l'escavazione di nuovi fronti di coltivazione.
  • Ai sensi dell'art. 49 della L.R. 35/2015 si osservano le seguenti regole per l'estrazione di materiale da taglio per restauri architettonici e monumentali:
    • Il prelievo di materiale nelle cave di cui all'art.2, comma 1, lettera d), finalizzato a specifici interventi pubblici di recupero, restauro, manutenzione, conservazione di monumenti per i quali sia prescritto l'utilizzo di specifici materiali dalla competente Soprintendenza, fino ad un massimo di 300 mc. di pietre da taglio, è soggetto a segnalazione certificata inizio attività (SCIA) ai sensi dell'art. 19 della L. 241/90 da presentare al SUAP competente.
    • La SCIA contiene l'indicazione del quantitativo di materiale da estrarre nel rispetto del limite sopra richiamato e l'indicazione del metodo di coltivazione adottato, dei tempi e degli schemi organizzativi.
    • Alla SCIA è allegata una relazione tecnica illustrativa in cui si evidenziano i contenuti progettuali, la risistemazione per la definitiva messa in sicurezza e il reinserimento ambientale dell'area e la relativa garanzia finanziaria.
  • La progettazione ai fini del prelievo di MOS dovrà garantire la conservazione dello stato geologico/geomorfologico attuale senza alcun aggravio in termini di pericolosità. Pertanto le attività estrattive di MOS dovranno essere limitate nel tempo e nelle volumetrie alle quantità strettamente necessarie all'utilizzo per cui vengono prelevate.
  • Stante il carattere pressoché totalmente boschivo del Sito MOS Groppole sarà necessario procedere - contestualmente alla richiesta di autorizzazione alla coltivazione del giacimento - alla richiesta di autorizzazione alla trasformazione del bosco, provvedendo al contempo ad assolvere a quanto richiesto dagli artt. 42 e 44 della L.R. 39/2000 e dal relativo Regolamento forestale.
  • L'eventuale estrazione di MOS da nuovi fronti in contesti a pericolosità geologica elevata G.3 dovrà essere accompagnata, in fase di richiesta autorizzativa, da opportuna relazione tecnica progettuale, ai sensi della normativa vigente in materia, che tenga conto delle risultanze di verifiche di stabilità del fronte di scavo e che preveda, se necessario, la realizzazione di opere di messa in sicurezza del versante.
  • Al fine di garantire che le attività estrattive siano eseguite senza determinare impatti significativi sullo stato di conservazione di habitat e specie dei siti della Rete Natura 2000 comunale e, più in generale, sull'intero Sistema della Biodiversità regionale, come definito dall'art. 5 della L.R. 30/2015, ovvero che non pregiudichino il mantenimento dell'integrità dei siti Rete Natura 2000 con riferimento ai relativi obiettivi di conservazione di habitat e specie fissati - in modo sia generico che specifico - dalle D.G.R. n. 454/2008 e 1223/2015, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo), così come definite all'art. 89 bis delle presenti Norme: CO-GEN-01, CO-GEN-02, CO-GEN-03, CO-GEN-04, CO-GEN-05, CO-GEN-06, CO-GEN-07, CO-EDI-05, CO-EDI-13, CO-EDI-14, CO-FOR-07, CO-FOR-15, CO-AGR-03, CO-AGR-05, CO-AGR-07, CO-REC-01, CO-REC-02, CO-REC-03, CO-REC-04, CO-REC-05, CO-URB-02, CO-URB-03, CO-URB-04, CO-URB-06, CO-URB-07, CO-URB-08, CO-URB-09, CO-URB10, CO-new-01, CO-new-04, CO-new-05, CO-new-06, CO-new-07, CO-new-09.
    Dovranno inoltre essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo):
    • CO-new-10 · All'interno di aree identificate come nodi primari per l'accesso veicolare all'area di cantiere sarà utilizzata la viabilità permanente già esistente utilizzando mezzi di dimensioni idonee, tali da non comportare l'allargamento del sedime stradale.
  • La progettazione e la relativa esecuzione degli interventi di ripristino ambientale degli sfruttamenti del giacimento MOS dovranno prevedere - coerentemente con quanto indicato dalla L.R. 39/2000 e dal relativo regolamento attuativo (D.P.G.R. n. 43/R/2003) - la ricostruzione, tramite presentazione di idoneo progetto di rimboschimento compensativo, delle aree boschive in misura pari a quanto sottratto. Il progetto di rimboschimento compensativo dovrà prevedere il ricorso a materiale vegetale di propagazione proveniente da ecotipi locali ossia proveniente da materiale di propagazione di base raccolto in un ambito analogo, soprattutto in termini pedoclimatici ed ecologici, a quello dell'area oggetto di ripristino o, alternativamente, il ricorso a materiale vegetale proveniente dai vivai forestali regionali.
    Resta fermo che il soggetto richiedente possa comunque scegliere le modalità per assolvere al rimboschimento ai sensi degli artt. 42 e 44 della L.R. 39/2000 e relativo regolamento attuativo.
  • Per quanto riguarda il recupero ambientale dei ravaneti derivanti da attività estrattive di MOS si dovrà prevedere, in fase di richiesta autorizzativa di estrazione di MOS, la progettazione del recupero ambientale dei siti secondo le modalità previste dalla normativa vigente in materia rilasciando, come risultato finale, accumuli preposti al re-inverdimento con essenze compatibili al contesto circostante e con una geometria compatibile con la stabilità dei siti. La disposizione dei ravaneti non dovrà alterare l'attuale assetto idraulico e idrogeologico.