Art. 141 Siti di reperimento Materiali Ornamentali Storici (MOS)

1. Sulla base della Variante di adeguamento al Piano Regionale Cave (PRC) approvata con D.C.C. 26 del 24/04/2024 è individuato nelle Tavole di progetto del PO il Sito di reperimento di Materiali Ornamentali Storici (MOS) di Groppole (MOS_GR).

2. In tale sito nelle operazioni di prelievo dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:

  • Ai sensi del comma 8 dell'art. 32 della Disciplina del PRC per i siti di reperimento di materiali ornamentali storici di cui al comma 3 lettera b), dai quali è consentito il prelievo di materiale, il Comune può autorizzare specifici prelievi secondo quanto disposto dall'articolo 49 della L.R. 35/2015 ove sia riscontrata la necessità di approvvigionamento esplicitamente richiamata nel progetto di restauro. Il progetto di restauro deve contenere, oltre alla volumetria necessaria, anche le modalità da adottarsi per l'estrazione ed il successivo ripristino dei luoghi interessati dall'escavazione e dal transito dei mezzi utilizzati. Il Comune privilegia il prelievo dei materiali giacenti nei siti di materiali ornamentali storici e nei relativi piazzali o ravaneti prima di iniziare l'escavazione di nuovi fronti di coltivazione.
  • Ai sensi dell'art. 49 della L.R. 35/2015 si osservano le seguenti regole per l'estrazione di materiale da taglio per restauri architettonici e monumentali:
    • Il prelievo di materiale nelle cave di cui all'art.2, comma 1, lettera d), finalizzato a specifici interventi pubblici di recupero, restauro, manutenzione, conservazione di monumenti per i quali sia prescritto l'utilizzo di specifici materiali dalla competente Soprintendenza, fino ad un massimo di 300 mc. di pietre da taglio, è soggetto a segnalazione certificata inizio attività (SCIA) ai sensi dell'art. 19 della L. 241/90 da presentare al SUAP competente.
    • La SCIA contiene l'indicazione del quantitativo di materiale da estrarre nel rispetto del limite sopra richiamato e l'indicazione del metodo di coltivazione adottato, dei tempi e degli schemi organizzativi.
    • Alla SCIA è allegata una relazione tecnica illustrativa in cui si evidenziano i contenuti progettuali, la risistemazione per la definitiva messa in sicurezza e il reinserimento ambientale dell'area e la relativa garanzia finanziaria.
  • La progettazione ai fini del prelievo di MOS dovrà garantire la conservazione dello stato geologico/geomorfologico attuale senza alcun aggravio in termini di pericolosità. Pertanto le attività estrattive di MOS dovranno essere limitate nel tempo e nelle volumetrie alle quantità strettamente necessarie all'utilizzo per cui vengono prelevate.
  • Stante il carattere pressoché totalmente boschivo del Sito MOS Groppole sarà necessario procedere - contestualmente alla richiesta di autorizzazione alla coltivazione del giacimento - alla richiesta di autorizzazione alla trasformazione del bosco, provvedendo al contempo ad assolvere a quanto richiesto dagli artt. 42 e 44 della L.R. 39/2000 e dal relativo Regolamento forestale.
  • L'eventuale estrazione di MOS da nuovi fronti in contesti a pericolosità geologica elevata G.3 dovrà essere accompagnata, in fase di richiesta autorizzativa, da opportuna relazione tecnica progettuale, ai sensi della normativa vigente in materia, che tenga conto delle risultanze di verifiche di stabilità del fronte di scavo e che preveda, se necessario, la realizzazione di opere di messa in sicurezza del versante.
  • Al fine di garantire che le attività estrattive siano eseguite senza determinare impatti significativi sullo stato di conservazione di habitat e specie dei siti della Rete Natura 2000 comunale e, più in generale, sull'intero Sistema della Biodiversità regionale, come definito dall'art. 5 della L.R. 30/2015, ovvero che non pregiudichino il mantenimento dell'integrità dei siti Rete Natura 2000 con riferimento ai relativi obiettivi di conservazione di habitat e specie fissati - in modo sia generico che specifico - dalle D.G.R. n. 454/2008 e 1223/2015, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo), così come definite all'art. 89 bis delle presenti Norme: CO-GEN-01, CO-GEN-02, CO-GEN-03, CO-GEN-04, CO-GEN-05, CO-GEN-06, CO-GEN-07, CO-EDI-05, CO-EDI-13, CO-EDI-14, CO-FOR-07, CO-FOR-15, CO-AGR-03, CO-AGR-05, CO-AGR-07, CO-REC-01, CO-REC-02, CO-REC-03, CO-REC-04, CO-REC-05, CO-URB-02, CO-URB-03, CO-URB-04, CO-URB-06, CO-URB-07, CO-URB-08, CO-URB-09, CO-URB10, CO-new-01, CO-new-04, CO-new-05, CO-new-06, CO-new-07, CO-new-09.
    Dovranno inoltre essere rispettate le seguenti prescrizioni (condizioni d'obbligo):
    • CO-new-10 · All'interno di aree identificate come nodi primari per l'accesso veicolare all'area di cantiere sarà utilizzata la viabilità permanente già esistente utilizzando mezzi di dimensioni idonee, tali da non comportare l'allargamento del sedime stradale.
  • La progettazione e la relativa esecuzione degli interventi di ripristino ambientale degli sfruttamenti del giacimento MOS dovranno prevedere - coerentemente con quanto indicato dalla L.R. 39/2000 e dal relativo regolamento attuativo (D.P.G.R. n. 43/R/2003) - la ricostruzione, tramite presentazione di idoneo progetto di rimboschimento compensativo, delle aree boschive in misura pari a quanto sottratto. Il progetto di rimboschimento compensativo dovrà prevedere il ricorso a materiale vegetale di propagazione proveniente da ecotipi locali ossia proveniente da materiale di propagazione di base raccolto in un ambito analogo, soprattutto in termini pedoclimatici ed ecologici, a quello dell'area oggetto di ripristino o, alternativamente, il ricorso a materiale vegetale proveniente dai vivai forestali regionali.
    Resta fermo che il soggetto richiedente possa comunque scegliere le modalità per assolvere al rimboschimento ai sensi degli artt. 42 e 44 della L.R. 39/2000 e relativo regolamento attuativo.
  • Per quanto riguarda il recupero ambientale dei ravaneti derivanti da attività estrattive di MOS si dovrà prevedere, in fase di richiesta autorizzativa di estrazione di MOS, la progettazione del recupero ambientale dei siti secondo le modalità previste dalla normativa vigente in materia rilasciando, come risultato finale, accumuli preposti al re-inverdimento con essenze compatibili al contesto circostante e con una geometria compatibile con la stabilità dei siti. La disposizione dei ravaneti non dovrà alterare l'attuale assetto idraulico e idrogeologico.
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