Art. 63 Criteri di articolazione del territorio rurale
1. Il territorio rurale è articolato sulla base dell'insieme degli elementi caratterizzanti riconosciuti attraverso la lettura delle Invarianti del PIT-PPR, come recepite ed approfondite dal Piano Strutturale. Tale articolazione fa in particolare riferimento all'individuazione della struttura agraria e della struttura ecosistemica, distinguendo quindi, ai fini dell'applicazione delle discipline del presente Titolo, i seguenti ambiti:
- alta collina e collina boscata (R1);
- fascia nord delle Masse della Berardenga (R2);
- fascia sud delle Masse della Berardenga (R3);
- colline del Chianti (R4);
- Masse di Siena (R5);
- fondovalle dell'Arbia, del Malena e dell'Ombrone (R6);
- Crete (R7);
- fondovalle dell'Ambra (R8);
- connessioni ecologiche lungo i corsi d'acqua (R9).
Gli ambiti sono riportati nelle Tavole di progetto del PO attraverso perimetrazione e sigla di colore nero (la sigla dell'ambito è posizionata in alto a sinistra rispetto al simbolo a forma di croce di colore rosso).
2. L'ambito R1 comprende le parti collinari e altocollinari, prevalentemente boscate, dove sono presenti aree intercluse di mosaico colturale a vigneto e oliveto; include inoltre la zona di Pian del Sentino, connotata da un mosaico colturale e particellare complesso di assetto tradizionale.
3. L'ambito R2 corrisponde alla parte delle Masse della Berardenga caratterizzata dal mosaico collinare con prevalenza di oliveto e vigneto.
4. L'ambito R3 corrisponde invece alla fascia sud delle Masse della Berardenga, intorno al capoluogo, caratterizzata dal mosaico colturale boscato.
5. L'ambito R4 individua le colline del Chianti, che occupano buona parte del territorio comunale a ovest, caratterizzata dal mosaico collinare con prevalenza di oliveto e vigneto e con estese aree di viticoltura; nei contesti marginali sono presenti anche seminativi tendenti alla rinaturalizzazione.
6. L'ambito R5 - le Masse di Siena - è dominato dall'associazione tra seminativo e vigneto.
7. L'ambito R6 comprende la fascia di fondovalle dell'Arbia e del Malena, tra Pianella e Casetta, e quella dell'Ombrone, in prossimità della Colonna del Grillo, entrambe caratterizzate da seminativi semplificati.
8. L'ambito R7 corrisponde all'area paesaggistica delle Crete, dominata da seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale.
9. L'ambito R8 individua il fondovalle dell'Ambra, al confine con Bucine, caratterizzato da seminativi semplificati in un'area a bassa pressione insediativa.
10. L'ambito R9 comprende gli elementi primari di connessione della rete ecologica - Bozzone, Arbia, Malena, Ombrone e Ambra - e gli altri corsi d'acqua principali - Ambrella, Avernino, Bicornia-Coggia, Biena, Bornia, Chieci, Chioci, Mulinaccio, Romito, Termine, Querciola, Massellone, Scaggione, Scheggiolla, Sorrione e Staggia -.
11. Sono individuati inoltre i seguenti contesti che presentano caratteristiche assimilabili ad ambiti periurbani: R2.1 e R3.1 (capoluogo), R5.1 (Ponte a Bozzone), R6.1 (Casetta), R9.1 (Pianella e Casetta).
Al loro interno sono ammessi, laddove compatibili con eventuali vincoli insistenti sull'area:
- orti amatoriali, con dimensione minima di 500 mq., eventualmente dotati di un manufatto di supporto di Superficie Coperta massima di 6 mq. e altezza massima di 2,50 ml., con struttura e tamponamenti in legno o con altri materiali leggeri, ad esclusione dei materiali di recupero di cattiva qualità e/o incongrui come ad esempio le lamiere, semplicemente appoggiato al suolo, con eventuale pavimentazione interna costituita da elementi accostati, privi di giunti stuccati o cementati, e senza dotazioni che consentano l'utilizzo abitativo, ancorché saltuario e temporaneo; per la formazione degli orti amatoriali è richiesta la definizione di un progetto, comunque da convenzionare che, nel caso di Casetta è obbligatorio per qualsiasi intervento tra quelli ammessi dal presente comma;
- spazi per attività all'aperto di carattere ricreativo e con finalità socio-culturali, svolte da associazioni o gruppi di cittadini, che non determinino trasformazioni permanenti eccedenti eventuali limitati movimenti di terra per regolarizzare la conformazione del suolo e livellare il terreno, e le predisposizioni utili al montaggio di strutture temporanee in occasione di eventi e iniziative, con esclusione di superfici impermeabilizzate;
- spazi per attività sportive informali, svolte da associazioni o gruppi di cittadini, senza rimodellamenti del suolo e senza realizzazione di superfici impermeabilizzate.
Tutti gli interventi dovranno garantire la tutela della maglia poderale e degli elementi caratterizzanti il paesaggio agrario tradizionale (filari, alberature, siepi, muri a secco), eventualmente da reintegrare, senza alterazione del reticolo idraulico superficiale e delle fasce ripariali. Per il conseguimento del titolo abilitativo alla realizzazione degli annessi sarà necessaria la sottoscrizione di un atto unilaterale d'obbligo ventennale.