Art. 50. Definizione tematica, articolazione e "Zone" delle attrezzature, servizi e dotazioni territoriali

1. La disciplina delle "Trasformazioni. Attrezzature, servizi e dotazioni territoriali", persegue gli obiettivi generali e le strategie comuni concernenti il livello macro delle diverse "UTOE" del PSI, in forma complementare alla disciplina definita per i "Standard Urbanistici" dello stesso PSI. La disciplina si integra inoltre con le "Previsioni di trasformazione esterne al territorio urbanizzato" comportanti impegno di suolo non edificato, già contenute nell’apposito "Atlante" del PSI, che la Conferenza di copianificazione di cui all’art. 25 della LR 65/2014 ha ritenuto conformi alla disciplina del PIT/PPR, di cui all’art. 65 delle presenti Norme. A tal fine, secondo quanto indicato al precedente art. 12, la suddetta disciplina si applica alle seguenti "Zone":

Attrezzature pubbliche e di interesse collettivo (F)

  • - Aree a verde pubblico, piazze e spazi aperti attrezzati (F1) (esistenti e di progetto)
  • - Aree, spazi, impianti e attrezzature sportive (F2) (esistenti e di progetto)
  • - Aree, spazi e attrezzature per l'istruzione, educazione e formazione (F3) (esistenti e di progetto)
  • - Aree, spazi e attrezzature di interesse collettivo (F4) (esistenti e di progetto)
  • - Orti urbani pubblici e di uso pubblico (F5) (esistenti e di progetto)

Servizi, impianti e altre dotazioni territoriali (S)

  • - Dotazioni, impianti tecnici e per i servizi territoriali (S1) (esistenti e di progetto)
  • - Cimiteri e relativi spazi di pertinenza funzionale (S2) (esistenti e di progetto)

Rete e nodi infrastrutturali della mobilità (M)

  • - Parcheggi e aree per la sosta pubblici (MP) e di uso pubblico (MP*) (esistenti e di progetto)
  • - Viabilità esistente (M1), da adeguare e migliorare (M2), di progetto di interesse locale (M3)
  • - Rete ferroviaria esistente (M4) e ambiti per la fermata metropolitana
  • - Aree di corredo e verde di ambientazione della viabilità (MV)
  • - Rete della mobilità lenta (esistente e di progetto)
  • - Distributori di carburante (MD)

2. Trattasi, salvo particolari e circostanziate eccezioni, delle zone assimilabili a quelle indicate alla lettera f) dell’art. 2 del DM 1444/68, destinate a spazi pubblici e di uso pubblico che concorrono al prioritario soddisfacimento dei servizi, delle dotazioni territoriali e degli Standard Urbanistici riferiti all’intero territorio comunale e alle singole UTOE, nonché all’applicazione delle disposizioni sulla qualità degli insediamenti definite dal Regolamento di cui alla DPGR n° 2R/2007 come da ultimo modificato dal DPGR n° 32R/2017.

3. Ai fini del soddisfacimento degli Standard Urbanistici di cui al precedente comma 2, ovvero ai fini dell’adeguamento ed integrazione delle opere di urbanizzazione primaria e più in generale delle dotazioni territoriali ed infrastrutturali, le previsioni che seguono si integrano con le previsioni contenute nella disciplina delle "Trasformazioni. Nuove previsioni", secondo quanto a tal fine disposto al Titolo V delle presenti Norme.

4. Le attrezzature pubbliche e di interesse collettivo (F), individuate dal PCCA (di cui all’art. 8 delle presenti Norme) come "ricettori sensibili", che presentano criticità rispetto ai limiti della classe acustica di appartenenza o inserite in classe acustica non adeguata, secondo quanto indicato dallo stesso PCCA, devono essere oggetto di specifici piani di risanamento acustico.