Titolo 1 MORFOTIPI URBANI

Art. 33 Disposizioni generali

1. Il P.O. assume come territorio urbanizzato, ai sensi dell'art. 4 della L.R. n. 65/2014 ed in coerenza al P.S.I.M., i seguenti insediamenti:

  • - Borgo San Lorenzo
  • - Casaglia
  • - Grezzano
  • - Luco di Mugello
  • - Panicaglia
  • - Polcanto
  • - Rabatta
  • - Ronta
  • - Sagginale
  • - Villa Martini
  • - Razzuolo.

2. Il P.O., all'interno territorio urbanizzato di cui al precedente comma e in coerenza con il P.S.I.M., riconosce, nelle tavole DIS02a, DIS02b, DIS02c, DIS02d, DIS02e e DIS02f in scala 1:2.000, i seguenti morfotipi urbani:

  1. a) TS.1 - Morfotipo urbano storico compatto
  2. b) TS.2 - Morfotipo storicizzato
  3. c) TR.3 - Morfotipo ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali
  4. d) TR.4 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee di edilizia pianificata
  5. e) TR.5 - Morfotipo puntiforme
  6. f) TR.6 - Morfotipo a tipologie miste
  7. g) TR.7 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee sfrangiato di margine
  8. h) TPS.1 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee a proliferazione produttiva
  9. i) TPS.2 - Morfotipo a piattaforme produttive - commerciali - direzionali
  10. j) TPS.3 - Insule specializzate

3. La gestione del patrimonio edilizio esistente è regolata dalle disposizioni di cui al Titolo 2, Parte 2 in combinato disposto con il presente titolo, sulla base dei morfotipi urbani, di cui al precedente comma, disciplinandoli in ordine a:

  1. a) descrizione;
  2. b) obiettivi;
  3. c) limiti di ammissibilità delle funzioni;
  4. d) interventi ammessi sul patrimonio edilizio esistente;
  5. e) interventi pertinenziali;
  6. f) prescrizioni e/o indirizzi particolari.

4. Sul patrimonio edilizio esistente nel territorio urbanizzato sono ammessi gli interventi indicati al Titolo 2 Parte 2 delle presenti norme sulla base della classificazione attribuita a ciascun edificio dal presente P.O. con le precisazioni ed integrazioni contenute nei successivi articoli di cui al presente titolo e quelle di cui alla parte 6 delle presenti norme.

5. Gli interventi che comportano mutamento della destinazione d'uso verso la funzione residenziale e/o il frazionamento di preesistente unità abitativa di immobili già residenziali, sono ammissibili qualora assicurino per ciascuna unità immobiliare una superficie minima di mq 60 di S.E. come definita dall'art. 10 DPGR 39/R/2018, esclusi i locali che non presentino i requisiti igienico sanitari prescritti per le unità abitative con le dotazioni minime di legge e le prescrizioni del regolamento edilizio.

Art. 34 TS.1 - Morfotipo urbano storico compatto

1. Il morfotipo TS.1 è caratterizzato da tessuti compatti di matrice storica medioevale, organizzati prevalentemente in relazione alla morfologia orografica e alla fase di territorializzazione basso medievale in cui sono state realizzate le città murate a cura della Repubblica fiorentina. Il margine è sovente ben definito dalla cinta muraria e può essere in contatto o con il territorio rurale, o con aree cuscinetto a carattere rurale e/o con le aree di espansione successive. Le strutture edilizie sono edificate con cortina edilizia prevalentemente continua ed edifici allineati al fronte stradale. E' forte il rapporto diretto con la strada e la presenza di mixitè funzionale adeguata, con collocazione di servizi ai piani terra degli edifici. E' possibile riscontrare la presenza di edifici con funzioni specialistiche. Il tipo edilizio prevalente è abbastanza omogeneo con edifici pluripiano in linea di differenti altezze.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) tutelare la struttura ad isolati, chiusi o semichiusi, incrementando nel contempo la dotazione e la qualità dei servizi, della rete di spazi pubblici e del verde urbano;
  2. b) evitare la saturazione delle corti e spazi interni con interventi di nuova edificazione;
  3. c) evitare l'inserimento di architetture contemporanee fuori scala e monofunzionali;
  4. d) mantenere e creare dei varchi nella cortina edilizia continua per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico degli spazi interni con la creazione di una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclopedonali, ecc.);
  5. e) progettare la "rete degli spazi pubblici", in connessione ai servizi a scala di quartiere localizzati ai piani terra degli edifici, prevedendo la trasformazione delle aree aperte presenti (marciapiedi, slarghi, parcheggi, ecc) come occasioni per incrementare la dotazione e la qualità della rete dello spazio pubblico e del tessuto connettivo ciclo-pedonale.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C, CD.III;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio;
  4. d) R, circoscritto ai piani terra.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TS.1 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3;
  2. b) addizione volumetrica - AV;
  3. c) nuova edificazione - NE.

5. Sugli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TS.1 è consentita la modifica dei prospetti purché gli interventi risultino coerenti con gli elementi architettonici, tipologici, e formali caratterizzanti il contesto urbano di riferimento e contribuiscano all'eliminazione di eventuali elementi disarmonici originati da modifiche apportate in epoche successive a quella di costruzione previa presentazione della relazione di compatibilità di cui all'art. 138 della LR 65/2014.

6. Nel morfotipo TS1 gli interventi pertinenziali sono finalizzati al riordino e riqualificazione di tali ambiti urbani nonché alla sostituzione di manufatti impropri e devono rispettare le seguenti prescrizioni:

  1. a) privilegiare la demolizione dei manufatti impropri esistenti all'interno del resede di riferimento. In tal caso è ammessa la realizzazione di interventi pertinenziali nella misura massima del 10% del volume totale (Vtot) esistente dell'edificio principale, in misura non superiore alla volumetria demolita e comunque non inferiore a quella prescritta dalla lettera b);
  2. b) gli interventi pertinenziali di nuova realizzazione sono ammessi nella misura massima di 30 mc di V tot di cui all'art. 22 del DPGR 39/R/2018, esclusivamente in assenza di pertinenze già esistenti;
  3. c) non essere realizzati in aderenza all'edificio principale né sul fronte principale;
  4. d) essere realizzati con materiali e finiture coerenti con quelli dell'edificio principale e nel rispetto dei caratteri architettonici e storico-culturali degli edifici e del contesto.

7. Nel morfotipo TS1 non è ammessa la realizzazione delle piscine, come normate all'art. 85 delle presenti norme, con la esclusione della destinazione turistico ricettiva.

Art. 35 TS.2 - Morfotipo storicizzato

1. Il morfotipo TS.2 è caratterizzato da tessuti continui a bassa o media densità con lotti residenziali disposti lungo le diramazioni viarie lineari, come percorsi fondativi di connessione generati da un'arteria stradale di scorrimento o di distribuzione locale, di matrice storica otto-novecentesca, organizzati anche in isolati, chiusi o semichiusi, ordinati secondo un reticolo geometrico con chiara gerarchizzazione dei tracciati viari e ritmo piuttosto costante di assi di attraversamento e percorsi di distribuzione interna. Gli isolati sono edificati lungo il perimetro con cortina edilizia prevalentemente continua ed edifici allineati al fronte stradale ed impianto prevalente a corte. In alcuni casi si riscontano anche ambiti urbani storicizzati a tessuto misto e datazione eterogenea caratterizzati da una edificazione storica con tessuti eterogenei. Tale tessuto è collocato al centro delle espansioni urbane più compatte, oppure rappresenta il centro stesso dell'insediamento innervato a partire dalle principali direttrici stradali. Il margine urbano è rappresentato o dagli spazi tergali verso il territorio rurale o dagli spazi tergali rivolti verso i tessuti storici o contemporanei. Nei tessuti di matrice storicizzata la destinazione è prevalentemente residenziale ma sono presenti anche funzioni diverse dalla residenza (per lo più servizi di vicinato). Il tipo edilizio prevalente è rappresentato da edifici in linea pluripiano di modeste altezze (media-mente tre piani fuori terra).

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue gli obiettivi di cui al comma 2 del precedente articolo oltre ai seguenti obiettivi specifici:

  1. a) progettare la delocalizzazione degli edifici produttivi dismessi o sottoutilizzati;
  2. b) riprogettare il "bordo costruito" con azioni di qualificazione paesaggistica valorizzando gli elementi costitutivi degli ambiti periurbani là dove identificati;
  3. c) migliorare i fronti urbani (prospetti tergali) verso lo spazio agricolo a filtro con il nucleo medioevale, là dove presente, chiudendo alcune maglie per dare unitarietà all'edificato;
  4. d) progettare il complesso degli spazi aperti interni alla frangia periurbana, come strategia per il miglioramento dello spazio aperto urbano periferico per la definizione di spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica con gli spazi verdi della cintura verde a filtro con il territorio urbanizzato.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C, CD.III;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio;
  4. d) R, circoscritto ai piani terra, nel caso di unità abitativa autonoma.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TS.2 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3;
  2. b) addizione volumetrica - AV.

5. Sugli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TS.1 è consentita la modifica dei prospetti purché gli interventi risultino coerenti con gli elementi architettonici, tipologici, e formali caratterizzanti il contesto urbano di riferimento e contribuiscano all'eliminazione di eventuali elementi disarmonici originati da modifiche apportate in epoche successive a quella di costruzione previa presentazione della relazione di compatibilità di cui all'art. 138 della LR 65/2014.

6. Nel morfotipoTS.2 gli interventi pertinenziali sono finalizzati al riordino e riqualificazione di tali ambiti urbani nonché alla sostituzione di manufatti impropri e devono rispettare le seguenti prescrizioni:

  1. a) privilegiare la demolizione dei manufatti impropri esistenti all'interno del resede di riferimento. In tal caso è ammessa la realizzazione di interventi pertinenziali nella misura massima del 10% del volume totale (Vtot) esistente dell'edificio principale in misura non superiore alla volumetria demolita e comunque non inferiore a quella prescritta dalla lettera b);
  2. b) gli interventi pertinenziali di nuova realizzazione sono ammessi nella misura massima di 30 mc di V tot di cui all'art. 22 del DPGR 39/R/2018, esclusivamente in assenza pertinenze già esistenti;
  3. c) non essere realizzati in aderenza all'edificio principale né sul fronte principale;
  4. d) essere realizzati con materiali e finiture coerenti con quelli dell'edificio principale e nel rispetto dei caratteri architettonici e storico-culturali degli edifici e del contesto.

Art. 36 TR.3 - Morfotipo ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali

1. Il morfotipo TR.3 è caratterizzato da tessuti a densità variabile, propri delle espansioni dagli anni '50/'60 in poi, organizzati in isolati irregolari per forme e dimensioni, con cortina edilizia discontinua ed edifici anche isolati su lotto e/o caratterizzati da edifici in blocchi di diverse forme e volumetrie, collocati su lotti con geometrie e dimensioni diversificate, con ampi spazi di pertinenza, distribuiti tra superfici di servizio all'edificio (accessi carrabili e corti di servizio) e spazi semi pubblici sistemati a verde o pavimentati. Maglia strutturata con assi di attraversamento e percorsi di distribuzione interna irregolare. Tali tessuti sono posizionati in prossimità della città storica come seconda corona di espansione. Nel centro urbano principale sono a contatto con i tessuti ad isolato chiuso, mentre nei centri minori spesso sono a diretto contatto con la città storica. Tale tessuto è riscontrabile anche in casi di espansioni lineari e in aree periurbane o di confine. Il margine è anche rappresentato da una strada o dalla ferrovia. Nei casi di interventi inglobati da edificato tale strada pone in relazione il tessuto con gli altri tipi di urbanizzazione. Il rapporto con la strada è mediato dagli spazi di pertinenza che circondano gli edifici. Sono presenti i servizi ai piani terra e gli edifici specialistici, ma frequentemente la dotazione di funzioni di servizio alla residenza ed il grado di complessità funzionale risulta comunque carente. Il tipo edilizio è caratterizzato da blocchi o da stecche, ma disomogeneo per la varietà di forme e volumetrie. Edifici isolati localizzati senza regole ordinative su lotti di forme e geometrie irregolari.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) definire un disegno urbano compiuto, cercando di conferire al tessuto una nuova identità e centralità urbana dal punto di vista morfologico, funzionale e sociale;
  2. b) rileggere e riprogettare allineamenti, tracciati, relazioni con la strada e la rete degli spazi aperti;
  3. c) dotare i tessuti insediativi di servizi adeguati e attrezzature specialistiche, realizzando anche nuove centralità e aree attrezzate ad elevata specializzazione, accessibili dalla città e dallo spazio periurbano;
  4. d) recuperare la qualità dello spazio pubblico e dalle aree aperte degradate e/o dismesse, prevedendo anche interventi di demolizione e di densificazione edilizia, elevandone la qualità anche con progetti di efficienza e produzione energetica;
  5. e) ricostruire le relazioni con la città e con lo spazio aperto periurbano (agricolo o naturale);
  6. f) dotare lo spazio periferico di servizi rari e attrezzature specialistiche e dotazioni alla scala di quartiere.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TR.3 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3;
  2. b) addizione volumetrica - AV.

5. Nel morfotipo TR.3 gli interventi pertinenziali sono finalizzati al riordino e riqualificazione di tali ambiti urbani nonché alla sostituzione di manufatti impropri e devono rispettare le seguenti prescrizioni:

  1. a) gli interventi pertinenziali di nuova realizzazione sono ammessi nella misura massima di 30 mc di V Tot, esclusivamente in assenza di pertinenze già esistenti;
  2. b) non essere realizzati in aderenza all'edificio principale né sul fronte principale;
  3. c) essere realizzati con materiali e finiture coerenti con quelli dell'edificio principale e nel rispetto dei caratteri architettonici e storico-culturali degli edifici e del contesto.

6. Gli interventi di addizione volumetrica con modifiche alla sagoma non devono comportare superfetazioni ovvero parti non organiche con i caratteri tipologici dell'edificio esistente ed essere realizzati nel rispetto dell'impianto complessivo, della tipologia e dei caratteri architettonici dell'edificio nonché del contesto di riferimento.

Art. 37 TR.4 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee di edilizia pianificata

1. Il morfotipo TR.4 è caratterizzato da tessuti organizzati in lotti di grandi dimensioni con disegno omogeneo derivante da un progetto unitario, caratterizzato dalla ripetizione dello stesso tipo edilizio a blocchi, o da una composizione di tipi edilizi, isolato su lotto e arretrato dal fronte stradale. I blocchi residenziali sono sistemati conformemente al progetto su lotti di forme e geometrie pianificate. Tale tessuto è posizionato spesso in aree periurbane, o come quartiere satellite dei centri maggiori. Il margine è ben definito sia nei casi di interventi inglobati da edificato che nei casi di contatto con aree aperte, ed è rappresentato da una strada. Le relazioni con il territorio aperto sono assenti. Il rapporto con la strada è mediato dagli spazi di pertinenza che circondano gli edifici, e che sono abitualmente posti in diretta relazione con gli spazi aperti ad uso pubblico. Gli spazi pubblici ed aperti presentano un grado di organizzazione adeguato a strutturare una rete. In molti casi il progetto prevede l'inserimento di edifici destinati ad ospitare funzioni pubbliche e servizi. Spesso però la dotazione di servizi alla scala di quartiere e di funzioni accessorie alla residenza è scarsa o assente. Il tessuto si presenta con una netta strutturazione viaria elementare, ma molte volte disgiunta e addirittura giustapposta a quella dei tessuti vicini. Tipo edilizio a blocchi o stecche, nella maggior parte dei casi di dimensioni maggiori rispetto a quello tipico dei tessuti limitrofi, isolato su lotto e arretrato dal fronte stradale. Dal punto di vista morfotipologico è progettato con regole compositive e tipologiche autonome e risulta decontestualizzato sia da preesistenti trame agrarie sia dai caratteri del tessuto urbano circostante.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) attivare progetti di rigenerazione urbana orientati a valorizzare e favorire la qualità e riconoscibilità dell'architettura contemporanea e la qualità degli spazi aperti urbani, congiuntamente alla realizzazione di nuove relazioni funzionali, ambientali e paesaggistiche tra il presente tessuto e i tessuti adiacenti, la città ed il territorio aperto;
  2. b) incentivare la qualità degli interventi di architettura e ristrutturazione urbanistica ed edilizia nei linguaggi della contemporaneità ed attivare occasioni per rivalutare il patrimonio edilizio contemporaneo (efficienza e produzione energetica, qualità dei fronti urbani);
  3. c) costruire permeabilità tra città e campagna valorizzando e creando relazioni e rapporti di continuità spaziale, visuale e percettiva tra spazio aperto urbano e campagna periurbana (coni visivi e connessioni in chiave paesaggistica);
  4. d) realizzare o recuperare aree attrezzate specializzate, accessibili dalla città e dallo spazio periurbano, conferendogli il ruolo di nuove centralità urbane;
  5. e) riprogettare il margine urbano con interventi di qualificazione paesaggistica (costruire permeabilità tra spazio urbano e aperto, ridisegnare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, progettare percorsi di connessione/attraversamento, fasce alberate, orti, frutteti e giardini periurbani).

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C, CD.III;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TR.4 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3.

5. Gli interventi di addizione volumetrica con modifiche alla sagoma e gli interventi pertinenziali non devono comportare superfetazioni, ovvero parti non organiche con i caratteri tipologici dell'edificio esistente, ed essere realizzati nel rispetto dell'impianto complessivo, della tipologia e dei caratteri architettonici dell'edificio nonché del contesto di riferimento. In ipotesi di pluralità di proprietari è richiesto esplicito atto di assenso da parte di tutti gli aventi titolo e la redazione di un progetto unitario.

Art. 38 TR.5 - Morfotipo puntiforme

1. Il morfotipo TR.5 è caratterizzato da tessuti a bassa densità, localizzati ai margini degli insediamenti, caratterizzati da edifici mono e bifamiliari, o comunque edifici pluripiano di modeste altezze, isolati su lotto e circondati da pertinenze private liberamente sistemate a verde o pavimentate e separate da recinzioni di vario genere. La formazione di tali tessuti avviene prevalentemente per addizioni singole con debole o assente organizzazione in isolati e con parziale o assente gerarchizzazione dei percorsi viari. Hanno un rapporto con la strada non diretto ma mediato dagli spazi di pertinenza prevalentemente privati e recintati. Totale prevalenza di funzioni residenziali e assenza di spazi pubblici e di servizi.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) promuovere un progetto di paesaggio urbano capace di generare uno spazio urbano poroso a partire da un tessuto a bassa densità, conferendo all'insediamento una chiara matrice urbana e nel contempo valorizzando il passaggio e le relazioni da campagna a città;
  2. b) progettare il margine urbano con azioni di mitigazione paesaggistica, mantenimento e valorizzazione dei varchi visivi e ridefinizione dei retri urbani;
  3. c) utilizzare lo spazio della campagna periurbana come risorsa per il miglioramento (qualitativo e quantitativo) dello spazio aperto pubblico creando spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica;
  4. d) riprogettare lo spazio urbano e pubblico esplorando le potenzialità esistenti (direttrici viarie principali, slarghi, parcheggi, marciapiedi, aree non costruite, brandelli di tessuto agricolo interclusi) per creare connessioni funzionali e percettive nel tessuto, con la città e con il territorio aperto;
  5. e) dotare il tessuto di "boulevards urbani", trasformando le direttrici viarie principali in "assi attrezzati" dotati di funzioni pubbliche o accessorie alla residenza.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TR.5 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3.

5. Gli interventi di addizione volumetrica e gli interventi pertinenziali con modifiche alla sagoma non devono comportare superfetazioni ovvero parti non organiche con i caratteri tipologici dell'edificio esistente ed essere realizzati nel rispetto dell'impianto complessivo, della tipologia e dei caratteri architettonici dell'edificio nonché del contesto di riferimento.

Art. 39 TR.6 - Morfotipo a tipologie miste

1. Il morfotipo TR. 6 è caratterizzato da tessuti a densità variabile, localizzati in aree urbane o periurbane, caratterizzati dalla compresenza di attività secondarie e terziarie, sia produttive e commerciali, che direzionali, con attrezzature di interesse collettivo e quote di residenza. Il tessuto risulta frammentario e disomogeneo, con lotti di forma e dimensione disparata, ancorché spesso esito di interventi unitari pianificati. Rispetto alla mixitè dei tessuti storici dove il tessuto produttivo si inserisce nella struttura compatta degli isolati urbani, nelle urbanizzazioni contemporanee il tessuto misto, date le esigenze dimensionali e tipologiche delle strutture produttive (con ampie aree non edificate di servizio alle attività di produzione-commercio) e la loro bassa qualità architettonica, è caratterizzato dalla rottura di qualsiasi relazione compositiva fra tessuto produttivo e residenziale, con il risultato di un'urbanizzazione caotica e di un paesaggio urbano di bassa qualità. Tale tessuto è collocato prevalentemente in aree periurbane, al confine degli insediamenti, ma non è raro riscontrarlo all'interno dell'area urbana, soprattutto negli insediamenti di dimensioni maggiori. Il margine non è chiaramente definito, ed è rappresentato nella maggioranza dei casi da infrastrutture/strade di collegamento, piazzali di servizio, depositi, parcheggi. Rapporto con la strada spesso non definito, talvolta diretto talvolta mediato da spazi di pertinenza prevalentemente privati e recintati. Alta complessità funzionale. Assenza o carenza di spazi pubblici, spesso limitati ad aree destinate al parcheggio. Tipi edilizi diversificati per tipologia e dimensione, con destinazioni funzionali talvolta incompatibili, disposti senza ordine o regola l'uno accanto all'altro.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) definire un disegno urbano compiuto, cercando di conferire al tessuto una nuova identità e centralità urbana dal punto di vista morfologico, funzionale e sociale;
  2. b) rileggere e riprogettare allineamenti, tracciati, relazioni con la strada e la rete degli spazi aperti;
  3. c) dotare i tessuti insediativi di servizi adeguati e attrezzature specialistiche, realizzando anche nuove centralità e aree attrezzate ad elevata specializzazione, accessibili dalla città e dallo spazio periurbano;
  4. d) recuperare la qualità dello spazio pubblico e dalle aree aperte degradate e/o dismesse, prevedendo anche interventi di demolizione e di densificazione edilizia, elevandone la qualità anche con progetti di efficienza e produzione energetica;
  5. e) riprogettare il margine urbano con interventi di mitigazione paesaggistica (costruire permeabilità tra spazio urbano e aperto, migliorare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, progettare percorsi di connessione/attraversamento, collocare fasce alberate).
  6. f) prevedere interventi di dismissione e sostituzione di edifici produttivi con edifici utili ad ospitare funzioni civiche o destinate alla collettività o funzioni ambientali;
  7. g) attuare strategie di rilocalizzazione della attività produttive incompatibili in aree dedicate alla produzione;
  8. h) dotare lo spazio periferico di servizi rari e attrezzature specialistiche e dotazioni alla scala di quartiere.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TR.6 sono ammesse tutte le categorie di intervento.

Art. 40 TR.7 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee sfrangiato di margine

1. Il morfotipo TR. 7 è caratterizzato da tessuti insediativi a bassa densità con cui gli insediamenti si innescano disordinatamente nel territorio rurale, caratterizzati da una crescita incrementale per singoli lotti, prevalentemente localizzati e dipendenti da un asse viario preesistente sul quale sono strutturati percorsi a pettine di accesso dedicati, sovente inseriti nella trama agraria preesistente. La caratteristica saliente è la frammentarietà ed incompletezza di tali espansioni, tanto da non essere percepite come tessuti, ma come sfrangiamenti della città nel territorio rurale. Tale tessuto è collocato ai margini delle espansioni urbane più compatte dei centri maggiori o delle espansioni insediative dei centri minori, in assenza di margine urbano. Rapporto con la strada spesso non definito, talvolta diretto talvolta mediato dagli spazi di pertinenza prevalentemente privati e recintati. Destinazione prevalentemente residenziale e quasi ovunque impianto non completo e casuale ed assenza di spazi pubblici e servizi. Il tipo edilizio prevalente è caratterizzato da edifici mono e bifamiliari ed edifici pluripiano di modeste altezze isolati su lotto. Raramente edifici a blocco o stecche.

2. Il P.O. per il presente tessuto persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) attivare progetti di paesaggio con interventi sul margine urbano, sugli spazi pubblici, sulle relazioni con la città da un lato ed il territorio aperto dall'altro, finalizzando gli interventi alla trasformazione di un tessuto amorfo di case in un quartiere a bassa densità in stretta relazione con il territorio aperto adiacente;
  2. b) bloccare i processi di dispersione insediativa, riprogettando il "bordo costruito" con azioni di qualificazione paesaggistica e insediativa, anche tramite l'istituzione di una "cintura verde" periurbana che qualifichi in senso multifunzionale (orti, frutteti, giardini, percorsi fruitivi, parchi agricoli) il passaggio dalla città alla campagna;
  3. c) migliorare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, completando e rendendo continue alcune maglie frammentate per dare unitarietà all'edificato;
  4. d) progettare il complesso degli spazi aperti interni alla frangia periurbana, come strategia per il miglioramento dello spazio aperto urbano periferico, creando spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica e ambientale con gli spazi verdi della "cintura" e dell'aperta campagna e con la città compatta;
  5. e) riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici integrati, flessibili e multiuso, destinandoli ad attività agricolo/ricreative, orti urbani, parchi, giardini, ecc. connettendoli con percorsi di mobilità dolce alla "cintura verde" periurbana;
  6. f) dotare lo spazio periferico di servizi alla scala di quartiere.

3. Nel presente tessuto non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) I.I, C;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Eventuali ulteriori limitazioni alle destinazioni d'uso ammesse nel presente tessuto potranno essere regolamentate con specifico atto da approvare da parte del consiglio Comunale previa concertazione con le associazioni di categoria.

5. Negli edifici non classificati presenti all'interno dei tessuti TR.7 sono escluse le seguenti categorie di intervento.

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1 e RR3;
  2. b) addizione volumetrica - AV.

6. Nel caso di attuazione di interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva di cui alla categoria RR1 o RR2 si dovranno seguire i seguenti criteri:

  • - allineamento con gli edifici contigui dei nuovi corpi di fabbrica e delle componenti architettonico edilizie (quali ad esempio tettoie, portici, logge, balconi);
  • - attuazione di interventi volti a riqualificare l'immagine del contesto edificato e degli spazi pubblici dando continuità alle percorrenze pubbliche;
  • - ricomposizione delle coperture, in particolare in caso di sopraelevazione, per dar luogo a coperture omogenee ed eliminare eventuali irregolarità ed elementi estranei;
  • - realizzazione di nuove costruzioni avente altezza massima non superiore all'altezza degli edifici preesistenti e circostanti, maggiori altezze potranno essere ammesse, con parere positivo della Commissione edilizia, se rispondenti a criteri di funzionalità per le attività allocate e di immagine urbana, nel rispetto delle visuali paesaggistiche e tenendo conto delle altezze degli edifici esistenti nell'immediato contesto.

Art. 41 TPS.1 - Morfotipo delle urbanizzazioni contemporanee a proliferazione produttiva

1. Il morfotipo TPS.1 è caratterizzato da tessuto prevalentemente produttivo e/o commerciale con lotti di capannoni di grandi e medie dimensioni disposti lungo un'arteria stradale di scorrimento, in pianura, fondovalle e/o su riviera fluviale, su un solo lato dell'arteria o su entrambi, spesso d'ingresso ai centri abitati, caratterizzati da una crescita incrementale per singoli lotti. In alcuni casi i lotti edificati risultano radi e intervallati da aree libere, in altri la disposizione lungo strada dei capannoni ha generato un ispessimento ed un'iterazione del principio insediativo fino alla saturazione dei lotti. Talvolta sono presenti lotti residenziali isolati inglobati. Tessuti in netta discontinuità con il tessuto urbano circostante e con il territorio rurale. Il margine è talvolta assente e talvolta è costituito da una strada di servizio che da un lato affaccia direttamente sul territorio rurale. La strada funziona da fulcro attrattore e asse di orientamento con gli edifici disposti perpendicolarmente ad essa. Rapporto con la strada mediato dagli spazi di pertinenza recintati e prevalentemente pavimentati, adibiti a funzioni complementari alla produzione. Spesso l'accesso ai singoli lotti è diretto sulla strada, anche se ad alto scorrimento. Destinazione esclusivamente commerciale/produttiva, con presenza sporadica di residenze nate a servizio delle attività produttive. Totale assenza di spazi pubblici, fatto salvo i piazzali adibiti a parcheggio. Talvolta sono presenti minimi servizi legati ai lavoratori che gravitano nell'area. Tipo edilizio prevalente del grande capannone prefabbricato, isolato su lotto e arretrato rispetto al fronte stradale, con assetti di facciata spesso variati e individualizzanti.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) riqualificare gli insediamenti produttivi ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche tra il tessuto produttivo e il territorio rurale e tra il tessuto produttivo e la città;
  2. b) ridurre ulteriori processi di edificazione lungo le strade e i fiumi;
  3. c) progettare il margine con il territorio rurale con gli interventi di qualificazione paesistica;
  4. d) riutilizzare i capannoni dismessi per la riqualificazione urbanistica, ambientale e architettonica;
  5. e) provvedere alla messa in sicurezza della viabilità.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) R, C I e II, CD I e II, T, D esclusi i soli servizi sportivi;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

Eventuali ulteriori limitazioni alle destinazioni d'uso ammesse nel presente morfotipo potranno essere regolamentate con specifico atto da approvare da parte del consiglio Comunale previa concertazione con le associazioni di categoria.

4. Negli immobili presenti all'interno dei tessuti TPS.1 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR2 e RR3;
  2. b) addizioni volumetriche - AV, fatta salva la possibilità di realizzazione di una tettoia, su un solo lato e in aderenza al manufatto, per le funzioni di carico e scarico o deposito, con profondità massima di m.4,00 e comunque non eccedente il lato del fabbricato;
  3. c) interventi pertinenziali - IP, fatta salva la possibilità di realizzazione di una tettoia, su un solo lato e in aderenza al manufatto, per le funzioni di carico e scarico o deposito, con profondità massima di m.4,00 e comunque non eccedente il lato del fabbricato.

5. Gli interventi edilizi sulle costruzioni esistenti ricadenti in tale tessuto non dovranno determinare la creazione di nuove unità immobiliari aventi una superficie utile inferiore a mq 300.

Art. 42 TPS.2 - Morfotipo a piattaforme produttive - commerciali- direzionali

1. Il morfotipo TPS.2 è caratterizzato da aree specializzate per grandi attrezzature, destinate all'insediamento di funzioni specialistiche, commerciali/produttive e servizi di interesse locale e territoriale autonome e separate dal contesto urbano di riferimento. Possono essere inglobati nelle aree urbane o localizzati all'esterno degli insediamenti, la caratteristica è comunque la giustapposizione e l'assenza di relazioni con il contesto urbano o ambientale in cui sono inseriti. Il margine è netto, i tessuti sono spesso recintati. Destinazione esclusivamente commerciale/produttiva, con presenza sporadica di residenze nate a servizio delle attività produttive. Totale assenza di spazi pubblici, fatto salvo i piazzali adibiti a parcheggio. Talvolta sono presenti minimi servizi legati ai lavoratori che gravitano nell'area. Rapporto con la strada di solito assente fatto salvo l'accesso all'insediamento. Prevalentemente complessi monofunzionali specialistici. Tipologie di insediamento molto diversificate e specifiche in base al tipo di funzione da insediare.

2. Il P.O. per il presente morfotipo persegue i seguenti obiettivi specifici:

  1. a) creare relazioni con il contesto urbano di riferimento (riqualificare gli accessi alla città, ecc.);
  2. b) progettare il margine con il territorio rurale attraverso gli interventi mirati alla salvaguadia di varchi e visuali;
  3. c) mascherare con vegetazione idonea i margini e curare paesaggisticamente il rapporto visivo con il contesto;
  4. d) incrementare la superficie a verde disimpermeabilizzando il suolo soprattutto in corrispondenza delle aree parcheggio e degli altri spazi aperti;
  5. e) riqualificare gli insediamenti produttivi ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche;
  6. f) attrezzare ecologicamente le aree produttivo commerciali-direzionali sul modello delle A.P.E.A.;
  7. g) trasformare le aree produttive in occasioni per sperimentare strategie di ecosostenibilità e produzione di energie rinnovabili (fotovoltaico, minieolico, biomasse, minidraulico, rifiuti di lavorazioni, ecc.) anche per contribuire alla definizione di progetti legati alla costituzione delle comunità energetiche;
  8. h) sfruttare le superfici pavimentate e le coperture di edifici, tettoie, ecc per la produzione di energie alternative.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) R, T;
  2. b) A1, A2;
  3. c) A3 circoscritte alle sole attività integrative di servizio.

4. Eventuali ulteriori limitazioni alle destinazioni d'uso ammesse nel presente tessuto potranno essere regolamentate con specifico atto da approvare da parte del consiglio Comunale previa concertazione con le associazioni di categoria.

5. Negli immobili presenti all'interno dei tessuti TPS.2 sono escluse le seguenti categorie di intervento:

  1. a) ristrutturazione edilizia ricostruttiva: RR1, RR3;
  2. b) addizioni volumetriche - AV, fatta salva la possibilità di realizzazione di una tettoia, su un solo lato e in aderenza al manufatto, per le funzioni di carico e scarico o deposito, con profondità massima di m.4,00 e comunque non eccedente il lato del fabbricato;
  3. c) interventi pertinenziali - IP, fatta salva la possibilità di realizzazione di una tettoia, su un solo lato e in aderenza al manufatto, per le funzioni di carico e scarico o deposito, con profondità massima di m.4,00 e comunque non eccedente il lato del fabbricato.

6. Gli interventi edilizi sulle costruzioni esistenti con destinazione industriale e artigianale ai sensi dell'art.99 della l.r. 65/2014, ricadenti in tale tessuto non dovranno determinare la creazione di nuove unità immobiliari aventi una superficie utile inferiore a mq 300.

7. Nel presente tessuto, ad integrazione delle destinazioni consentite di cui al comma 5, sono ammesse inoltre la destinazione d'uso per medie strutture di vendita.

8. In relazione alla destinazione d'uso per commercio di dettaglio, è ammesso l'insediamento di nuovi esercizi in locali aventi una estensione che consenta di realizzare una superficie di vendita di almeno mq 250; in tal caso, anche in presenza di interventi di ristrutturazione edilizia, dovranno essere reperiti gli spazi minimi a parcheggio previsti per legge (per la sosta stanziale nella misura stabilita dall'art. 2, secondo comma, della legge 24.03.1989, n. 122 e per la sosta di relazione nella misura minima di 1 mq per ogni mq di superficie di vendita).

9. Le eventuali porzioni degli edifici e/o complessi edilizi legittimamente adibite ad uso abitativo possono essere oggetto di interventi edilizi non eccedenti la ristrutturazione edilizia conservativa RC3, a condizione che non siano costituite nuove unità immobiliari ad uso residenziale.

Art. 43. TPS.3 - Insule specializzate

1. Aree specializzate per grandi attrezzature, destinate all'insediamento di funzioni specialistiche e servizi di interesse locale e territoriale autonome e separate dal contesto urbano di riferimento. Comprendono: complessi scolastici complessi sanitari di consistenti dimensioni quali l'area ospedaliera e l'area per l'istruzione che ospita gli istituti superiori.

2. Rapporto con la strada e grado di complessità funzionale: rapporti con la strada di solito assenti fatto salvo l'acceso all'insediamento. Prevalentemente complessi monofunzionali specialistici. Tipo edilizio prevalente: tipologie di insediamento molto diversificate e specifiche in base al tipo di funzione da insediare. Collocazione e margini: possono essere inglobati nelle aree urbane o localizzati all'esterno dei nuclei abitati, la caratteristica è comunque la giustapposizione e l'assenza di relazioni con il contesto urbano o ambientale in cui sono inseriti. Il margine è netto, i tessuti sono spesso recintati.

3. Nel presente morfotipo non sono ammesse le seguenti funzioni di cui all'art. 18:

  1. a) R, I, C, T, D;
  2. b) A.

4. Negli edifici non classificati presenti all'interno del morfotipo TPS.3 sono ammesse tutte le categorie di intervento.

Titolo 2 DISPOSIZIONI SPECIFICHE IN AMBITO URBANO

Art. 44. Verde di connessione ambientale

1. Le aree di cui al presente articolo costituiscono elementi verdi che per la loro eterogeneità e localizzazione nel tessuto urbano concorrono alla qualificazione ambientale e paesaggistica degli insediamenti e, in relazione a specifiche localizzazioni, elementi di connessione tra i tessuti urbani e il territorio rurale. L'individuazione delle presenti aree è coerente al P.S.I.M. in cui sono riconosciute le aree di riqualificazione e rigenerazione.

2. Le aree di cui al precedente comma sono identificate con apposito segno grafico negli elaborati DIS01.1, DIS01.2 e DIS01.3 in scala 1:10.000, DIS02a, DIS02b, DIS02c e DIS02d in scala 1:2.000.

3. Sugli edifici e/o complessi edilizi esistenti sono ammessi gli interventi urbanistico-edilizi previsti nelle presenti norme, sulla base della classificazione ad essi attribuita.

4. Nelle aree di pertinenza degli edifici e/o complessi edilizi ricadenti all'interno delle aree di cui al presente articolo è prescritta la sistemazione a verde, senza possibilità di alcun intervento edilizio ad eccezione di quelli derivanti dal precedente comma, fatti salvi i manufatti di arredo dei giardini (fontane; gazebo; pergolati; etc.), che non impermeabilizzino una superficie maggiore del 5% della pertinenza.

5. Le aree verdi di connessione ambientale possono essere utilizzate esclusivamente per destinazioni compatibili con le suddette sistemazioni a verde con esclusione di qualsiasi costruzione anche a carattere precario, fatto salvo per le opere che rivestono carattere di interesse pubblico.

6. Le aree verdi di connessione ambientale non concorrono all'applicazione dei parametri urbanistici, se non diversamente prescritto in norme specifiche per zone o sottozone.

7. In dette aree è ammessa la realizzazione di aree per attività ludico-sportive, attività agricole, anche con forme legate al part time, all'autoconsumo, alla socialità ed al tempo libero, ovvero attività all'aperto complementari alla residenza.

8. In dette aree è ammessa la creazione di orti urbani secondo quanto disciplinato all'art. 26 delle presenti norme.

Art. 45. Luoghi della centralità urbana

1. Sono percorsi di spazio pubblico identificativi e qualificanti degli insediamenti esistenti e sono riconosciuti nel capoluogo e in tutti i singoli insediamenti del comune con apposito segno cartografico negli elaborati DIS02a, DIS02b, DIS02c, DIS02d, DIS02e, DIS02f in scala 1:2.000.

2. Il P.O. al fine di tutelarne il ruolo di centralità, confermando e sviluppando la corrispondenza tra centro storico e centralità, mediante il mantenimento e l'incremento delle funzioni urbane di rilevanza sociale, funzioni di pregio e rappresentative dal punto di vista culturale, sociale e istituzionale, persegue la loro accessibilità mediante trasporto pubblico e una rete di mobilità lenta (percorsi ciclopedonali).

3. Di tali percorsi costituiscono elementi qualificativi:

  1. a) la proprietà pubblica degli insiemi spaziali destinati a strade, piazze, percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi;
  2. b) l'utilizzazione di tali insiemi spaziali per attività pubbliche o di interesse pubblico quali mercati, manifestazioni culturali, sociali, religiose;
  3. c) le pavimentazioni, gli elementi di decoro e simbolici, nonché le sistemazioni in genere aventi rilevanza di memoria storica;
  4. d) le alberature, gli allineamenti arborei e le recinzioni vegetali storicizzate.

4. Nel rispetto degli elementi qualificativi di cui al comma 3, nei percorsi della centralità urbana di cui al presente articolo è favorito l'esercizio delle seguenti attività:

  1. a) il pubblico passaggio con eventuale esclusione dei veicoli a motore;
  2. b) la sosta connessa a relazioni di tipo sociale, culturale, economico, etc.;
  3. c) le manifestazioni pubbliche, sociali, culturali e religiose;
  4. d) i mercati all'aperto;
  5. e) l'uso del suolo pubblico per pubblici esercizi.

5. Gli elementi qualificativi di cui al comma 3 sono soggetti a tutela nella loro consistenza materiale e simbolica. Sono altresì oggetto di azioni di valorizzazione culturale e sociale in quanto luoghi della centralità urbana e di identificazione della comunità locale.

6. Gli interventi sui percorsi della centralità urbana di cui al presente articolo sono essenzialmente finalizzati:

  1. a) alla tutela e/o al recupero degli elementi qualificativi cui al comma 3;
  2. b) alla valorizzazione degli elementi caratterizzanti e/o identitari eventualmente presenti;
  3. c) al rafforzamento del ruolo strutturante e ordinatore nei confronti dell'ambito insediativo di riferimento;
  4. d) alla creazione di un sistema integrato di relazioni funzionali a livello urbano e territoriale;
  5. e) alla formazione o al ripristino di una identità formale unitaria.

7. Le aree di cui al presente articolo costituiscono ambiti strategici per la riqualificazione degli assetti insediativi e/o ambientali, anche in rapporto agli elementi ordinatori dello spazio pubblico e pertanto sono suscettibili di trasformazione attraverso progetti di natura pubblica, ovvero progetti specifici, di contrasto alla desertificazione delle funzioni essenziali per il mantenimento del presidio residenziale, finalizzati alla valorizzazione delle centralità urbane per la promozione dell'identità cittadina e della coesione sociale.

8. In relazione al precedente comma assumono particolare rilevanza i progetti per la rivitalizzazione delle funzioni, commerciali e di servizio, con particolare riferimento ai centri commerciali naturali, ex artt. 110-111 L.R. 62/2018 da attivarsi nelle piazze del capoluogo, come Piazza del Popolo, Piazza Castelvecchio, Piazza Dante, Piazza Cavour, area del Centro Commerciale Naturale, e in tutte le centralità nelle differenti frazioni, in una logica di nuovi servizi e funzioni che evitino la desertificazione commerciale.

9. Con riferimento agli spazi pubblici, che sono beni culturali ope legis, si richiama quanto disposto dall'art. 106 del D.Lgs. 42/2004 in relazione alla concessione in uso, la quale è subordinata all'autorizzazione del Ministero della cultura.

Art. 46. Pocket Park - "Parchi tascabili"

1. Si definiscono Pocket Park gli spazi all'interno del territorio urbanizzato, talvolta inutilizzati, residuali o interstiziali, pubblici o privati, su cui si può intervenire con dei progetti di iniziativa sia pubblica che privata, al fine di creare percorsi pedonali protetti, sedute, spazi di sosta per pedoni, aree verdi, aree per il gioco, con l'obiettivo di innescare dinamiche virtuose di miglioramento e rivitalizzazione di ambiti urbani trasformandoli in spazi di aggregazione con sviluppo di senso di appartenenza, di comunità e cura.

2. La gestione degli spazi è demandata al cittadino singolo, associazione e/o titolare di attività produttiva, che manifesta l'interesse ad attivare un processo di riqualificazione di piccoli spazi residuali ridando loro identità sociale e urbana da evidenziare in una proposta progettuale.

3. Le proposte, accompagnate da un impegno contenente le modalità di gestione e la verifica della normativa di settore relativa al nuovo codice della strada, sicurezza, abbattimento delle Barriere architettoniche, tutela della pubblica e privata incolumità, devono essere condivise con l'ufficio tecnico del comune e, in caso di spazi pubblici, approvate dalla Giunta Comunale.

Titolo 3 PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI VOLTI ALL'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Art. 47. Disciplina del programma

1. Costituisce parte integrante del P.O. l'elaborato QC05 - Disposizioni per la programmazione degli interventi volti all'abbattimento delle barriere architettoniche nell'ambito urbano inerente la rilevazione e classificazione delle barriere architettoniche presenti nelle aree e strutture pubbliche e/o di uso pubblico.

2. I contenuti dell'elaborato QC05 costituiscono la disciplina per il superamento delle barriere architettoniche e rappresentano un censimento puntuale di edifici e spazi pubblici e/o di uso pubblico di proprietà comunale, differenziato secondo le funzioni svolte, ed edifici scolastici di proprietà provinciale.

3. Il censimento dovrà essere aggiornato ed eventualmente integrato sulla base degli interventi attuati e della realizzazione di nuove strutture di uso pubblico e di spazi comuni, senza che ciò costituisca variante al presente piano.

4. I tempi e le modalità di attuazione degli interventi necessari a garantire l'accessibilità alle mete sensibili sono definite nell'ambito della programmazione triennale delle opere pubbliche del Comune di Borgo San Lorenzo.

5. Tutte le opere necessarie all'abbattimento delle barriere architettoniche che interessano beni culturali oggetto di provvedimento espresso di tutela oppure ope legis (ad esempio: sagrati delle chiese, viabilità pubblica storica, ecc) sono subordinati al rilascio dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 42/2004.