Art. 96. Elaborati di riferimento

1. La presente disciplina si pone in diretta relazione con i contenuti dei seguenti elaborati cartografici (tavole di quadro conoscitivo del presente nuovo P.O. e tavole del vigente P.S.I.M.):

  • PSI Mugello:
    1. - QC.B01 Carta geologica
    2. - QC.B03 Carta litologico-tecnica e dei dati di base
    3. - QC.B04 Carta della tutela della risorsa idrogeologica
    4. - STR04 Carta della pericolosità idraulica
  • Nuovo PO Borgo San Lorenzo:
    1. - GEO01 Carta delle aree ed elementi esposti a fenomeni geologici
    2. - GEO02 Carta delle aree ed elementi esposti a fenomeni alluvionali
    3. - GEO03 Carta della vulnerabilità sismica
    4. - GEO04 Carta della esposizione sismica
    5. - GEO05 Carta delle aree a rischio sismico
    6. - GEO06 Carta geomorfologica
    7. - GEO07 Carta della pericolosità geologica
    8. - GEO08 Carta di Microzonazione sismica - FA010
    9. - GEO09 Carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica
    10. - GEO10 Carta delle pericolosità sismica locale
    11. - GEO11 Relazione geologica idraulica e sismica
    12. - GEO12 Carta geomorfologica di dettaglio

Art. 97. Classificazione di pericolosità geologica

1. L'elaborato "GEO07 Carta della pericolosità geologica" consente di migliorare la rappresentazione e l'origine delle criticità geomorfologiche e geologiche, descritte e cartografate in maniera dettagliata su tutto il territorio nell'elaborato "GEO06 Carta geomorfologica". La normativa correlata contiene articolate indicazioni prescrittive da adottare per gli interventi di trasformazione del territorio.

2. Il presente articolo disciplina gli ambiti territoriali soggetti a pericolosità geologica nel rispetto:

  • - delle norme per prevenzione del rischio idrogeologico di cui alle vigenti norme di attuazione del Piano di Bacino del fiume Arno, stralcio "Assetto Idrogeologico" (PAI) dell'Autorità di Bacino del Fiume Arno,
  • - in applicazione agli areali di mappa ricadenti nelle classi P4 e P3 delle adottate mappe del Piano di Bacino, stralcio "assetto idrogeologico per la gestione del rischio da dissesti di natura geomorfologica (PAI) dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale di cui alla Del. AdB Distrettuale n. 20 del 20.12.2019.

3. Al fine dell'immediata comprensione della recente nomenclatura e classificazione della pericolosità geologica/geomorfologica fra i disposti normativi in vigenza di cui al PAI del bacino dell'Arno (AdB) e il PAI del distretto idrografico dell'Appennino settentrionale Distrettuale (ADAS), e il DPGR 5/R/2020, si riporta il seguente schema semplificativo relativo alla sintetica identificazione del campo di classificazione della pericolosità (espressa in forma numerica) e della relativa aggettivazione nel tempo e nei vari disposti.

DPGR n. 5/R/2020 PAI AdB Arno PAI Distrettuale App. Sett.
G.4 (molto elevata) P.F.4 (molto elevata) P.4 (molto elevata)
G.3 (elevata) P.F.3 (elevata) P.3a (elevata)
G.2 (media) P.F.2 (media) P.2 (media)
G.1 (bassa) P.F.1 (moderata) P.1 (bassa)

4. Nelle tavole "GEO07 Carta della pericolosità geologica", ai sensi della normativa regionale vigente (DPGR 5/R/2020, allegato A, paragrafo C.1), con adattamenti relativi a considerazioni sulla casistica locale, sono individuate le aree ricadenti negli ambiti corrispondenti alle seguenti classi di pericolosità geologica:

Pericolosità geologica molto elevata (G4-P4):
Aree in cui sono presenti fenomeni di franosità attiva a dinamica gravitativa e relative aree di evoluzione (frane di scivolamento e colata lenta, di crollo, per erosione di sponda, franosità diffusa di versante), aree con presenza di intensi fenomeni attivi di tipo erosivo dovuti all'azione di acque incanalate o di versante.

Pericolosità geologica elevata (G3-P3a):
Aree potenziale instabilità e relative aree di evoluzione con fenomeni franosi quiescenti di cui non è possibile escludere la riattivazione, con presenza di indicatori geomorfologici diretti quali aree interessate in passato da dissesti e/o segni precursori.
Aree con caratteri di elevata propensione al dissesto di tipo gravitativo come litologia e acclività, aree soggette a processi di morfodinamica fluviale, aree soggette a deformazioni superficiali plastiche come soliflussioni, a processi di degrado di carattere antropico, aree caratterizzate da terreni con scadenti caratteristiche geomeccaniche, conoidi pedemontane e corpi detritici su versanti con pendenze superiori a 15 gradi

Pericolosità geologica media (G2-P2):
Aree in cui sono riconoscibili fenomeni geomorfologici attualmente inattivi per mutate condizioni morfoclimatiche; aree con media propensione al dissesto per geomorfologia, litologia e pendenza che tuttavia possono evolvere le loro condizioni di stabilità; corpi detritici su versanti con pendenze inferiori a 15 gradi.
Viene inoltre introdotta, in continuità con gli studi geomorfologici svolti per il PSI del Mugello, una classe di pericolosità geologica medio-elevata G2pl che accomuna terreni caratterizzati da potenziale instabilità per litologia, acclività o giacitura.

Pericolosità geologica bassa (G1-P1):
Aree in cui i processi geomorfologici e le caratteristiche litologiche e di pendenza non costituiscono fattori predisponenti a processi morfoevolutivi.

Art. 98. Classificazione di pericolosità sismica locale

1. Nelle tavole "GEO10 Carta della Pericolosità Simica Locale", ai sensi della normativa regionale vigente (DPGR 5/R/2020, allegato A, paragrafo C.3), sono individuate le aree ricadenti nelle seguenti classi di pericolosità sismica, come definite nell'articolato regionale, in relazione alla valutazione degli effetti locali e di sito, con adattamenti relativi a considerazioni sulla casistica locale. Tale valutazione è basata sugli studi di MS di livello 1, 2 e 3 realizzati nel novero dell'attività di Microzonazione Sismica, i cui contenuti di nuova realizzazione ed esistenti vanno ad integrare il "quadro conoscitivo" ai sensi del D.P.G.R. 5/R/2020.

  • Pericolosità sismica locale molto elevata (S4 - S4L - S4FAC):
    • S4 - aree suscettibili di instabilità di versante attiva e relative zone di evoluzione come classificate in P4-G4, che potrebbero subire una accentuazione dovuta ad effetti dinamici che possono verificarsi in occasione di eventi sismici
    • S4FAC - aree interessate da deformazioni legate alla presenza di faglie attive e faglie capaci (faglie che potenzialmente possono creare deformazione in superficie)
    • S4L - terreni suscettibili di liquefazione dinamica accertata mediante indagini geotecniche oppure notizie storiche specifiche
  • Pericolosità sismica locale elevata (S3 - S3F - S4L):
    • S3 - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali caratterizzati da un alto contrasto di impedenza sismica atteso tra copertura e substrato rigido entro alcune decine di metri dal piano di campagna
    • S3 - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione calcolato mediante studi di microzonazione in FA0105 > 1.4
    • S3F - aree interessate da elevata propensione al dissesto o potenzialmente instabili (frane quiescenti) come classificate in P3-G3, suscettibili a subire una riattivazione dovuta ad effetti dinamici che possono verificarsi in occasione di eventi sismici
    • S3L - zone potenzialmente suscettibili di liquefazione dinamica in corrispondenza di terreni all'interno dei quali le conoscenze geologiche disponibili non possono escludere la presenza di orizzonti a rischio di liquefazione;
  • Pericolosità sismica locale media (S2 - S2*):
    • S2 - zone stabili suscettibili di amplificazione topografica a causa delle pendenze elevate (superiori a 15°)
    • S2 - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione calcolato mediante studi di microzonazione in FA0105 < 1.4
    • S2 - zone interessate da dissesti inattivi, classificate in P2-G2
    • S2* - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali connessi con contrasti di impedenza sismica attesa oltre alcune decine di metri dal piano campagna e con frequenza fondamentale del terreno indicativamente inferiore a 1hz
  • Pericolosità sismica locale bassa (S1):
    • - zone stabili caratterizzate dalla presenza di litotipi assimilabili al substrato rigido in affioramento con morfologia avente inclinazione inferiore a 15° e dove non si ritengono probabili i fenomeni di amplificazione o instabilità indotta dalla sollecitazione sismica.

Art. 99. Classificazione di pericolosità da alluvioni

1. La pericolosità in relazione al rischio di alluvioni viene classificata in base alla frequenza ovvero al tempo di ritorno dei fenomeni alluvionali. Il seguente schema fornisce le equivalenze fra le classi di pericolosità nelle diverse normative vigenti a parità di tempi di ritorno.

2. Le tavole dell'elaborato di P.S.I.M. "STR04 Carta della pericolosità idraulica" riportano le classi di pericolosità da alluvioni articolate secondo i disposti di cui al comma C.2 dell'allegato A del D.P.G.R. 5/R e desunte dai seguenti elementi conoscitivi:

  • - studio di modellazione idrologico idraulica quantitativa realizzato per il vigente P.S.I.M. del Mugello, svolto ai sensi della L.R. 41/2018
  • - mappe di pericolosità da alluvione fluviale di cui all'art. n. 2 della Disciplina di Piano del "Piano di Gestione del Rischio di Alluvione (P.G.R.A.) - Secondo ciclo di gestione - Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale"

3. Gi studi idraulici di P.S.I.M. annoverano la disponibilità delle cartografie dei battenti e delle velocità delle acque di esondazione (ove disponibile), dalle quali è calcolabile la classe di magnitudo idraulica (combinazione del battente e della velocità della corrente in una determinata area, associata allo scenario relativo alle alluvioni poco frequenti - art. 2 comma 1, lettera h della L.R. n. 41/2018). Di seguito viene riportato uno schema semplificativo relativo alla determinazione della classe di magnitudo idraulica in funzione della determinazione o meno della velocità della corrente.

po_img/magnitudo_image.png&normativa=_po" alt="Schema della magnitudo idraulica" />
  • - "magnitudo idraulica moderata": valori di battente inferiori o uguali a 0,5 m e velocità inferiore a 1 m/sec. Nei casi che la velocità non sia determinata battente uguale o inferiore a 0,3 m;
  • - "magnitudo idraulica severa": valori di battente inferiori o uguali a 0,5 m e velocità superiore a 1 m/sec, oppure battente superiore a 0,5 m e inferiore o uguale a 1 m e velocità inferiore o uguale a 1 m/sec. Nei casi che la velocità non sia determinata battente superiore a 0,3 m e inferiore o uguale a 0,5 m;
  • - "magnitudo idraulica molto severa": battente superiore a 0,5 m e inferiore e uguale a 1 m e velocità superiore a 1 m/sec, oppure battente superiore a 1 m. Nei casi in cui la velocità non sia determinata battenti superiori a 0,5 m.

4. La caratterizzazione delle aree a pericolosità da alluvioni è effettuata secondo la seguente classificazione ai sensi del D.P.G.R. 5R/2020 Allegato A C.2:

  • Pericolosità da alluvioni frequenti (P3):
    • - aree interessate da allagamenti per eventi frequenti (Tr fino a 30 anni);
    • - aree di fondovalle fuori dal territorio urbanizzato in assenza di studi idrologici idraulici dove ricorrano contestualmente le seguenti condizioni: notizie storiche di inondazioni e situazioni altimetriche sfavorevoli (quote inferiori a m 2 dal piede esterno d'argine o in mancanza dal ciglio di sponda).
  • Pericolosità da alluvioni poco frequenti (P2):
    • - aree interessate da allagamenti per eventi poco frequenti (Tr fino a 200 anni);
    • - aree di fondovalle fuori dal territorio urbanizzato in assenza di studi idrologici idraulici dove ricorrano almeno una delle seguenti condizioni: notizie storiche di inondazioni o situazione altimetrica sfavorevole (quote inferiori a m 2 dal piede esterno d'argine o in mancanza dal ciglio di sponda).
  • Pericolosità da alluvioni rare (P1):
    • - aree interessate da allagamenti per eventi rari o di estrema intensità locale (atti di pianificazione del Bacino);
    • - aree di fondovalle e le aree collinari prossime ai corsi d'acqua fuori dal territorio urbanizzato in assenza di studi idrologici idraulici dove ricorrano le seguenti condizioni: non si hanno notizie storiche di inondazioni e sono in situazione altimetrica favorevole (quote superiori a m 2 dal piede esterno d'argine o in mancanza dal ciglio di sponda).